Renzi attacca minoranza PD
Leader of Democratic party Matteo Renzi talks to reporters at the end of the consultations with Italian President Giorgio Napolitano at the Quirinale Palace in Rome February 17, 2014. Napolitano has asked centre-left leader Matteo Renzi to form a new government following the resignation of former Prime Minister Enrico Letta last week, an official from the president’s office said on Monday. REUTERS/Tony Gentile (ITALY – Tags: POLITICS) – RTX18Z4C

Matteo Renzi sintetizza il conflitto in campo nel Pd facendo una distinzione tra “sinistra riformista contro sinistra masochista”, poi continua attaccando i leader storici: “Massimo rispetto per Bersani e D’Alema… Ma non è che se non ci sono loro non c’è la sinistra che viene dai Ds. La maggior parte dei gruppi dirigenti del Pd viene da quel partito!”, Infine conclude commentando l’eventuale addio di Stefano Fassina: “Se se ne va Fassina mi dispiace, ma se se ne va è un problema suo, mica nostro…”.

“Renzi sbaglia. Non è un problema solo di Fassina se uno come lui ha dubbi sul Pd. E’ un problema di tutto il Pd” così Roberto Speranza commenta le affermazioni di Matteo Renzi.

Le polemiche tra il premier e l’esponente della minoranza Pd sono nate dopo la lettera sulla riforma della scuola inviata a Renzi dallo stesso Fassina: “Caro Presidente del Consiglio sulla scuola non hai ‘commesso un errore di comunicazione’. L’errore è stato di impostazione”. Successivamente Fassina ha espresso i suoi dubbi in merito alla sua permanenza nel PD, ammettendo di non aver ancora deciso il da farsi: “In queste settimane sono totalmente concentrato per cercare di correggere l’intervento sulla scuola, che è molto negativo per i nostri istituti e per tantissimi insegnanti precari. Questo assolve tutte le mie energie. C’è una riflessione in corso, quello che è successo col Jobs Act prima e sulla scuola poi è il tracciato di un percorso che per me è insostenibile”.

In merito alla definizione del premier di “sinistra masochista” Bersani ha commentato: “è una mistificazione abbiamo visto che si può vincere essendo fedeli agli ideali di un centrosinistra alternativo alla destra. Poco o tanto, dall’Ulivo in poi abbiamo sempre vinto così”, in merito all’Italicum “ci porterà a una strada di demagogia e trasformismo. Ora c’è la riforma costituzionale: si fa un Senato delle Regioni e già immagino i tavoli dove si tratterà per fare l’assessore o il senatore. Spero che si modifichi quel testo” e per quello che riguarda il Jobs Act e i dati Inps sull’occupazione: “Se sono un imprenditore e il 30% del contratto me lo paga lo Stato, faccio quel contratto. Bene, perché meglio di un contratto assolutamente precario. Ma l’occupazione si fa in altro modo: trasformando gli investimenti in lavoro: ci vogliono nuove politiche pubbliche”.

Loading...
Potrebbero interessarti

Venezia: un ticket per entrare?

La manovra di bilancio per il 2019 è stata appena approvata e…

Senato, via libera a due dl bocciati dal Governo

In due giorni arriva il secondo scacco al Governo da parte del…