Renzi cerca mediazioni, Luca Zaia spera nella ribellione dei prefetti

La questione immigrazione si fa sempre più calda, e purtroppo mai come negli ultimi giorni, la tragedia umanitaria passa in secondo piano a fronte di scontri, senza esclusioni di colpi tra i vari partiti, trasformando quindi il tutto in un’arena politica, dove farsi propaganda.

Se finora Matteo Renzi aveva parlato di solidarietà e accoglienza, nelle ultime ore, per la prima volta ha tirato in ballo la tematica dei rimpatri, tenendo a fare una netta precisazione sul tema dell’accoglienza. “Ci vogliono soluzioni che rispondano a requisiti etici: i profughi devono essere accolti, gli immigrati economici rimpatriati”, ha detto.

Il premier Renzi aprendo l’incontro con le Regioni e l’Anci, ha poi parlato anche del ruolo della Sicilia, definendola la frontiera non solo d’Italia, ma di Europa”. E ha aggiunto: “Per la prima volta l’Europa riconosce il problema immigrazione, si apre una finestra di opportunità”.

Le reazioni suscitate però non sono state quelle sperate. “L’incontro con Renzi è stato assolutamente deludente e inutile: nessuna risposta concreta ai problemi. Continua il caos immigrazione. Il premier ha chiesto unità ma sono solo chiacchiere, io chiedo risposte concrete a piani concreti”, ha commentato il presidente della Lombardia Roberto Maroni al termine dell’incontro a Palazzo Chigi.

Ancora più cruda la soluzione di Luca Zaia. “Faccio un appello ai prefetti: spero che abbiano un rigurgito d’orgoglio che li porti a ribellarsi a Roma, augurandomi che nemmeno rispondano al telefono, visto che abbiamo già dato e prima bisogna rispondere ai veneti”, ha affermato il presidente del Veneto. “L’intesa che hanno sottoscritto altri, non noi – ha proseguito – prevedeva partite finanziarie a disposizione non delle Regioni, ma dei prefetti. Ma l’accordo è ormai superato”.

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