Renzi: “Meno tasse per tutti”

“La dico berlusconiamente: meno tasse per tutti. Lui ha fatto lo slogan e se ne è andato, noi lo facciamo davvero”, così esordisce il premier Mattero Renzi ospite al programma televisivo “Otto e mezzo” di La7, tornando a parlare di tasse e manovra: “Sono dieci anni che parliamo solo di Ici, Imu, Tasi, è la tassa più odiata. E non è mai stata tolta. È una misura di pancia? Certo, ma non è elettorale. Vuole parlare agli italiani e dire che stiamo riducendo davvero le tasse”, ha aggiunto.

“Non ho mai cambiato idea sull’abolizione della tassa sulla casa: sull’opportunità di eliminarla anche ai castelli c’è stata una un’incomprensione di fondo. Quando si è capito come stavano le cose sui castelli mi si è illuminata la lampadina, ma non potevo immaginare che il dibattito intorno alla legge di stabilità fosse tutto intorno ai castelli”, continua Renzi “I castelli non sono il problema di questa legge di stabilità. E se poi vogliamo dirla tutta, i castelli pagavano la tassa quando è stata abolita l’Ici e non la pagavano dopo, perché c’era una detrazione per le dimore storiche. Non potevo credere che fosse tutto legato ai castelli. Bene, pagherete tutto”.

Parlando delle tasse, il premier ha assicurato: “Siamo partiti dai redditi più bassi, con gli 80 euro. Poi abbiamo ridotto le tasse su impresa e lavoro, ora la casa, e il prossimo continueremo con Ires e Irpef. La dico berlusconianamente: meno tasse per tutti. Solo che lui ha fatto lo slogan e se ne è andato, noi lo facciamo davvero”.

In merito all’innalzamento del limite al contante a 3000 euro ha sottolineato “per me non si cambia: su questo siamo pronti anche a mettere la fiducia”.

“Per noi per combattere l’evasione serve incrociare i dati. Non serve l’atteggiamento da guardie e ladri. Abbiamo preso i soldi dalla Svizzera e dal Vaticano, erano 50 anni… Dai, così si combatte l’evasione, altro che chiacchiere. Nella legge di stabilità c’è una norma che impone a regioni e comuni di non alzare le tasse. D’accordo con l’Anci restituiremo ai comuni tutto l’equivalente dell’abolizione della Tasi”, ha continuato il premier.

Per ciò che riguarda la Pubblica amministrazione ci sarà “un turn over molto duro e il taglio – senza però licenziarli – di 400 dirigenti nello stato centrale e qualche migliaio negli enti locali”.

Alla domanda “Esclude che Verdini possa entrare in maggioranza?” Renzi ha risposto: “Ad oggi assolutamente sì, da qui al 2018 osservo uno sfarinamento a destra che mi colpisce molto. Non so cosa accadrà perché negli ultimi due anni Berlusconi e i suoi hanno cambiato idea su tutto. Ma Verdini ha compiuto un gesto di coerenza sulle riforme. Denis Verdini e i suoi non fanno e non faranno parte del governo. Se in futuro vorranno aggiungersi con i loro voti a singoli provvedimenti della maggioranza questo riguarda esclusivamente la libera dinamica politico parlamentare e non la coalizione di governo”.

In merito all’ex sindaco di Roma si è limitato a dichiarare “Dovete chiederlo a Marino, come faccio a dire cosa farà Marino…”

“Non cambieremo le regole per le primarie”, ha infine assicurato, aggiungendo che “non cambieremo la legge Severino”.

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