Renzi sulla questione banche: “Non accettiamo lezioni di trasparenza”

Redazione

Il presidente del Consiglio Matteo Renzi si è espresso nuovamente in merito alla questione banche.

«E’ arrivato il momento, dopo qualche giorno di sana sobrietà istituzionale, di passare all’attacco e spiegare che senza il decreto ci sarebbe stato un caos pazzesco» ha dichiarato a tal proposito. Il segretario del Pd ha inoltre affermato che «al governo va fatto un monumento per il decreto» per salvaguardare i risparmiatori, precisando poi che il governo ha già preso dei provvedimenti in tale senso: «Abbiamo salvato un milione di correntisti e 7200 stipendi e ora chi ha truffato pagherà».

Inoltre, secondo il premier, le mozioni di sfiducia presentate dagli oppositori saranno come un “autogol”: questi ultimi “dovranno dire se abbiamo fatto bene a salvare i conti correnti e gli stipendi o voteranno contro sperando che salti tutto” una volta che sarà “finita la fuffa dello show sulla pelle degli investitori”.

Renzi tiene inoltre a precisare in merito alle accuse di aver fatto favoritismi o leggi ad personam: “su questo tema noi non accettiamo lezioni di trasparenza da nessuno”. Il premier ha poi concluso il suo discorso per Rtl continuando a difendere il suo governo e la sua posizione nell’ambito dell’inchiesta sulle banche:

“se vogliono ci attacchino, noi abbiamo le spalle larghe, si può dire che siamo simpatici o no, che l’Italia è ripartita o no ma è evidente che tutto c’è tranne che il conflitto di interessi”.

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