Renzi, un anno da record per Pompei e la cultura

La scorsa vigilia di Natale il premier Matteo Renzi, assieme al ministro dei Beni Culturali Franceschini è stato ospite a Pompei per inaugurare sei domus restaurate all’interno dei millenari scavi archeologici.

Dopo decenni di incuria e mala gestione, sembra che il trend si sia invertito, ed il governo e gli amministratori hanno capito l’importanza di valorizzare un tesoro storico così importante e conosciuto a livello mondiale.

“Un anno da record, per Pompei. Dopo l’inaugurazione delle 6 domus restaurate – scrive Renzi –  quasi 6 mila visitatori si sono fatti affascinare dalla bellezza di Pompei. A fine anno saranno 3 milioni e 250 mila persone ad aver visitato il sito nel 2015”.

Renzi è tornato a commentare la riapertura a cui ha partecipato, scrivendo sulla sua pagina Facebook e mostrando tutto l’orgoglio di quanto accaduto nella città mariana durante il periodo del suo mandato.

Le sei domus in questione, che si trovano nella Regio I, tra la via dell’Abbondanza, il vicolo del Menandro e la via di Castricio, sono: le case del Criptoportico, di Paquio Proculo, del Sacerdos Amandus, di Fabius o di Amandius, dell’Efebo e la fullonica di Stephanus, famosa tintoria con vasche dedicate al trattamento delle stoffe.

Le sei domus aperte al pubblico sono una parte del Grande Progetto Pompei, che impegna 104 milioni di euro Ue e 157 milioni italiani e si concluderà nell’agosto del 2017. Prevede la conoscenza e mappatura dell’intero sito, ristrutturazioni e manutenzione programmata e metodica e la fruibilità delle rovine anche per le persone diversamente abili.

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