Rialzo sconsiderato del prezzo per il farmaco contro l’Aids

Qual è il rischio più grande in regime di monopolio? Che l’unico produttore sul mercato imponga arbitrariamente un prezzo assurdo, che non tiene conto di nulla, se non del mero profitto.

Ed è quello che è successo nelle ultime ore in America: il prezzo del Daraprim, farmaco utilizzato nel trattamento di pazienti affetti dal virus dell’Hiv, è aumentato di più del 5000% per decisione del Ceo della start-up americana Turing Pharmaceuticals, Martin Shkreli, che nello scorso agosto ha acquistato i diritti per produrre il medicinale.

Il prezzo è passato da 13,50 a 750 dollari in un giorno: inutile dire che la decisione di far levitare il prezzo ha scatenato molte polemiche da parte dei dirigenti degli ospedali statunitensi, dove il Daraprim è molto utilizzato.

“La frode sui prezzi dei medicinali è oltraggiosa. Domani esporrò un piano per affrontare il problema”, ha immediatamente scritto su Twitter  la candidata alla presidenza Hillary Clinton.

Martin Shkreli ha dichiarato che la sua Turing Pharmaceuticals, con gli introiti derivanti dall’aumento del prezzo del Daraprim, cercherà di sviluppare nuove, più adeguate cure per il trattamento della toxoplasmosi, ma naturalmente non tutti sono disposti a credergli.

Per molti il rischio è che il rialzo sconsiderato possa costringere molti ospedali a utilizzare terapie alternative e meno efficaci.

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