Ricettopoli, si allarga l’indagine a Cosenza

Oggi i medici devono seguire direttive molto ferree nelle loro prescrizioni, talmente limitative che sovente i pazienti diventano insofferenti.

Ma come purtroppo accade spesso, in Italia, fatta la legge e subito trovato il modo di aggirarla, naturalmente in modo illegale.

Ma per fortuna oggi c’è poco da scherzare, e grazie all’attività instancabile della guardia di Finanza e degli inquirenti, un nuovo caso è venuto alla luce a Cosenza e si allarga di ora in ora.

Nello specifico, tra Cosenza e Rende, è stata eseguita un’operazione condotta dai militari del comando provinciale di Cosenza e del gruppo Tutela della salute di Napoli che hanno eseguito 13 misure cautelari, di cui 9 agli arresti domiciliari e 4 di applicazione della misura interdittiva dall’esercizio della professione sanitaria, nei confronti di altrettanti soggetti ritenuti responsabili dei reati di prescrizioni abusive in concorso, detenzione e cessione di sostanze stupefacenti in concorso, truffa aggravata ai danni del servizio sanitario nazionale e falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in concorso.

In buona sostanza, le indagini hanno fatto emergere un circuito illegale di smercio di farmaci oppioidi a base di ossicodone, alimentato da innumerevoli prescrizioni da parte di un medico di base e grazie anche alla compiacenza di alcuni farmacisti ora tutti sospesi dall’esercizio della professione.

Secondo gli inquirenti il sistema andava avanti dal 2015, ed avrebbe determinato una grossa truffa ai danni del servizio sanitario nazionale.

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