Cocoricò ricorso, ma Alfano prevede altre chiusure

Dopo la chiusura prevista di 4 mesi del locale Cocoricò di Riccione, Angelino Alfano ci va giù con pugno duro, confermando la tolleranza zero contro lo “sballo che uccide”, le sue parole sono chiare: “Contro lo sballo che uccide adotteremo la tolleranza zero. Non possiamo rimanere a guardare i ragazzi distruggersi il cervello e rischiare la vita. Se non addirittura perderla“.

Mentre il Codacons ancora si lamenta che la sanzione commiata al Cocoricò, noto locale e discoteca di Riccione, è troppo lieve a fonte della morte di un ragazzino di soli 16 anni, i gestori già annunciano ricorso: la chiusura per 4 mesi sarebbe non giustificata e troppo lesiva per il locale.

Lo annuncia Fabrizio De Meis, uno degli azionisti della discoteca di Riccione, spiegando che il fatturato dell’ultimo anno si è aggirato tra i 3,5 e i 4 milioni e che quindi “la chiusura di quattro mesi comporterà una perdita di utili per 1,5-2 milioni”.

De Meis ricorda di aver proposto recentemente in ambito parlamentare l’applicazione “di un Daspo per chi avesse spacciato o usato droghe e l’utilizzo di un tampone all’ingresso dei locali per verificare che gli avventori non avessero già assunto droghe”, ma allo stesso tempo “chiudere oggi il Cocoricò non serve a nulla, anche perché senza decisioni importanti per battere la cultura dello sballo, fatti luttuosi come quelli del sedicenne morto per ecstasy purtroppo continueranno ad accadere”.

“In questo modo però non si combatte la droga, ma si va solo a colpire 200 dipendenti e le loro famiglie. Oggi tocca al Cocoricò, domani sarà un altro locale. Se vogliono uccidere intrattenimento notturno lo dicano. I ragazzi andranno in luoghi improvvisati e abusivi con maggiori pericoli”, conclude De Meis pronto ad andare dinanzi al Tar.

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