Roma a 15 anni dalla morte dedica una mostra monografica a Balthus

Uno dei pittori figurativi più importanti del ’900, formatosi alla lezione dei maestri italiani del XIV e XV secolo, eppure forse non tanto famoso quanto il suo genio creativo meritava: Balthus è un pittore francese nato nel 1908 e morto nel 2001ed  ha diretto per 17 anni, a partire dal 1961, l’Accademia di Francia a Roma a Villa Medici.

Con una grande monografica diffusa, divisa fra due sedi, a quindici anni dalla sua morte Roma ha deciso di celebrare Balthasar Klossowski de Rola, in arte Balthus, maestro tra i più originali ed enigmatici, il cui rapporto con la città eterna fu decisivo per gli indirizzi della sua arte.

La mostra curata da Cécile Debray, curatrice del Musée National d’Art Moderne/Centre Pompidou, presenta circa duecento opere, tra quadri, disegni e fotografie, provenienti dai più importanti musei europei ed americani oltre che da prestigiose collezioni private.

L’opera di Balthus – ha spiegato la curatrice – è evidentemente nota per le scene di giovani ragazze con una forte suggestione erotica. Si tratta, comunque, di dipinti che non creano disturbo ad ammirarli anche se di recente abbiamo visto emergere reazioni un po’ pudiche rispetto a questi quadri, fino ad innescare un dibattito sulla pedofilia. Penso però che sia giusto ricordare che si tratta di pittura, di arte e che Balthus non era affatto un pedofilo”.

“Balthus era estremamente influenzato dalla pittura italiana – ha concluso Cécile Debray – si sa che nel 1926 si recò ad Arezzo dove copiò i dipinti di Piero della Francesca. È sempre stato affascinato dal Rinascimento ma anche da una certa forma di classicismo che è incarnato dalla città di Roma”.

Dai ritratti di seducenti fanciulle come quella de “La chambre turque” ai lavori ispirati ad “Alice nel paese delle meraviglie”, nel percorso espositivo si possono incontrare opere come “La toilette de Cathy” (1933), “Le Roi des chats”(1935), “Les enfants Blanchard “(1937), “La Patience”(1946-48). E poi ancora” Japonaise a’ la table rouge”, “Nu de profil”, “Le Rêve II”, “La phalène”, “Les joueurs de cartes” e “Le Peintre et son modèle”.

Dopo la tappa romana la mostra  traslocherà  al Kunstforum di Vienna per la prima monografica dell’artista in territorio austriaco.

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