Roman Polansky, la Polonia ha negato l’estradizione negli Usa

Una odissea giudiziaria lunga oltre 30 anni: l’accusa risale infatti al 1977 ed è da allora che il celeberrimo regista Roman Polansky è ricercato dagli Stati Uniti, per essere processato per violenza sessuale su una ragazzina minorenne.

Nel febbraio del 1978 sul regista era caduta la terribile accusa di stupro ma anche quelle di uso di stupefacenti, perversione e sodomia: l’uomo aveva poi riconosciuto parzialmente i fatti, cioè di aver fatto sesso con l’allora modella minorenne Samantha Gailey e aveva così patteggiato con il tribunale di Santa Monica, dichiarandosi pronto a seguire una terapia, ma prima di essere arrestato Polansky aveva lasciato, per sempre, gli Usa.

Il tribunale di Cracovia, il 30 ottobre scorso, aveva dichiarato nulla la richiesta di estradizione degli Stati Uniti dell’82enne, ed in queste ore è stata resa nota la notizia per cui a pubblica accusa che ha deciso di non impugnare la decisione della Corte d’Appello di Cracovia.

In pratica Polanski non sarà estradato negli Stati Uniti, non dalla Polonia. Ora la decisione sarà comunicata agli Usa dal ministero della Giustizia polacco, il cui titolare, il conservatore cattolico e populista Zbigniew Ziobro, per ironia della sorte si era detto favorevole a estradare il regista di ‘Rosemary’s Baby’ e ‘Chinatown’ per quello che ha definito un ‘atto odioso’.

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