Sabrina Ferilli non le manda a dire a Matteo Renzi

Romana dal temperamento verace, non si è mai nascosta dietro a un dito e ha sempre espresso la sua opinione, senza aver paura di offendere qualcuno o di mettersi contro chicchessia.

Ed anche in questa occasione, ospite nello studio di Floris, Sabrina Ferilli è stata chiara e diretta, esponendo le sue idee sulla politica attuale del nostro paese.

La Ferilli, che ha sempre dichiarato la propria appartenenza alla sinistra italiana e che ha sostenuto il Partito Democratico, attacca stavolta duramente il segretario del Pd nonché primo ministro Matteo Renzi paragonandolo a uno zar di Russia.

«A Roma ho votato Virginia Raggi», esordisce. «Io penso che chi in questo momento sta virando da un’altra parte è il Partito Democratico», replica a Floris che le chiedeva conto della sua virata dopo essere stata un’icona della sinistra, e viene subito interrotta da un applauso che teatralmente accompagna con una pausa studiata.

Poi continua: «Io voglio fare un passo indietro. Ci furono le elezioni del 2013 che non permise completamente di poter governare per la sinistra. Dopo di che entrò a gamba tesa l’attuale premier», che lei nemmeno nomina, «dalle tante cariche come lo Zar di Russia. Lui si è trovato in eredità una serie di punti del programma, chiaramente di sinistra: la tutela dei lavoratori, delle classi più deboli, il superamento del porcellum, la centralità del parlamento e non del premier e così via. Renzi sale e inizia ad attuare un programma che era esattamente quello di Berlusconi. La prima cosa che fa è attaccare i sindacati. Io credo che un problema nel sindacato c’è: è sfaldato, sfocato. Ma che un segretario del PD attacchi il sindacato mette paura».

Dinanzi a Floris che le obietta che il PD aveva però perso le elezioni, la Ferilli torna sul suo punto forte: «Intanto lui sta lì grazie a una vittoria di questo partito sentimentale, tant’è che appena è diventato meno sentimentale guardi come sono finite le elezioni. Il ‘sentimentale’ non è una parola desueta: il PD non deve essere solo rivoluzionario nella forza di cambiare ciò che è iniquo, ma deve mettere al centro della vita le necessità e i bisogno delle persone. Io credo che il PD non lo faccia. Le iniziative del PD, come l’assunzione dei precari, gli 80 euro o l’eliminazione della tassa sulla prima casa, cosa cambiano ai 10 milioni di italiani che non riescono a curarsi perché per fare una TAC devi aspettare sei mesi? Cosa cambia a quei genitori che devono portare a scuola la carta igienica?».

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