Salvini si spinge fino al profondo sud e visita la Calabria

Certo che a Matteo Salvini l’avere la faccia tosta non glielo si può proprio negare: da massimo esponente della Lega Nord, che ha portato avanti tutte le sue campagne elettorali chiedendo la secessione del sud Italia dal resto della penisola, è arrivato fin in Calabria con la sua nuova campagna elettorale.

A Lamezia Terme, dove lo attendevano alcuni contestatori con striscioni, ha tenuto addirittura una conferenza stampa: “il nostro impegno – ha detto – è salvare la Calabria dai record negativi”.

«Io mi rivolgo ai calabresi che non votano più – ha detto poi – perché sono schifati. In Calabria c’è il record della disoccupazione pari al 23% e soprattutto c’è il record di disoccupazione femminile e giovanile. Non prometto miracoli, ma vogliamo per la Calabria una vita normale. Qualche posto di lavoro in più, qualche immigrato in meno, qualche ndranghetista in meno».

Un gruppo di persone è sceso in piazza a Lamezia Terme (Catanzaro), per manifestare contro il leader della Lega: “Terroni non dimenticano”, si legge su uno striscione. I tanti contestatori ne hanno sfoderato anche altri, su cui si leggevano farsi del tipo  “immigrati non lasciateci soli con i leghisti ladroni” e “meglio una vita da clandestini che un’ora da Salvini”.

Salvini, in visita anche al centro per richiedenti asilo di Isola Capo Rizzuto e al campo rom di Crotone, ha ribadito infin le ricette della Lega sull’immigrazione, a partire dal «modello australiano, che soccorre tutti ma non fa sbarcare nessuno» e dai campi rom che vanno «rasi al suolo».

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