Sanità, un paziente su 10 spende almeno mille euro al mese per curarsi
Sanità, un paziente su 10 spende almeno mille euro al mese per curarsi

Cara sanità: in Italia un paziente su 10 spende almeno mille euro al mese per le cure sanitarie.

Certo, agli inizi nel Novecento si campava mediamente non oltre i 45-50 anni, e adesso si arriva abbastanza tranquillamente agli 80-90 e oltre; tuttavia arrivare a spendere 1.000 e più euro al mese per le cure sanitarie e tutto il contorno, non è una buona notizia.

Anche perché tutti gli altri spendono comunque molto e, statisticamente, stiamo diventando un Paese di anziani.

Quindi si tratta di una problematica ad alta valenza sociale che in qualche maniera prima o poi dovrà essere affrontata con decisione.

E dire che siamo il Paese dove sembra si viva più a lungo. La qual cosa è attribuibile in parte alla posizione geografica col relativo clima, sicuramente all’ottima alimentazione della dieta mediterranea, ma anche, probabilmente, a un sistema sanitario e di cure che, sebbene sempre sottoposto a feroci critiche, tutto sommato finora ha funzionato.

Almeno fino ad ora, perché grossi scompensi, inefficienze e disparità di trattamenti vengono alla luce in maniera importante proprio in questi ultimi anni.

Una recente indagine di Cittadinanza Attiva-Tribunale per i diritti del malato, ha evidenziato un’assistenza territoriale molto diversificata, a seconda delle Regioni in cui ci si trova ad operare.

Tonino Aceti, coordinatore nazionale del Tribunale per i diritti del malato, sottolinea: “La confusione, la difformità, i ritardi e l’iniquità nell’offerta che abbiamo rilevato sono causa di profonde disuguaglianze. Anche per i servizi sanitari territoriali sono necessari standard nazionali qualitativi e quantitativi”.

“E’ urgente, prosegue Aceti, che si faccia quanto si è fatto per gli ospedali, cioè definire gli standard qualitativi, strutturali, tecnologici da garantire a tutti i cittadini in tutto il Paese: dal Nord al Sud, nelle grandi città come nei piccoli centri e nelle aree interne più disagiate”.

In effetti, in base all’indagine risulta che il 25% dei cittadini attende più di un mese per avere un materasso antidecubito, e lo stesso per pannoloni e traverse.

Per avere una carrozzina il 33% delle persone attende un mese, e il 10% aspetta sempre fino a un mese per avere dei farmaci.

I centri per l’Alzheimer sono 109 nel Veneto e 4 in Campania; di centri diurni per l’autismo ce ne sono 309 in Veneto, 136 in Emilia Romagna, 6 in Puglia e Umbria.

Questi sono solo alcuni degli esempi. Insomma, le differenze ci sono e sono consistenti: il problema è l’uniformità del trattamento sanitario.

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