Sara, svegliati, è primavera: sconfigge il tumore e diventa mamma

Eleonora Gitto

Sara, svegliati, è primavera: hai sconfitto il tumore e sei diventata mamma.

Sara adesso si racconta all’Huffington Post, quando una decina di anni fa ha cominciato a sentire qualcosa: “Era estate quando ho iniziato a sentire al seno sinistro un nodulo palpabile. Nonostante tutti i controlli, la diagnosi è stata tardiva. In pochi mesi la situazione è degenerata, il nodulo era sempre più grande, lo sentivo crescere”.

“Sapevo che non era normale, che stava andando tutto troppo in fretta. Ho cambiato centro diagnostico, ho ripetuto tutti gli esami e nel giro di pochi giorni ho iniziato la terapia. Era, agosto e al Fatebenefratelli ho iniziato l’iter. Ho sempre pensato che ce l’avrei fatta, non so perché avessi questa sensazione. Non era per niente scontato”.

“Solo un po’ di tempo fa il mio oncologo mi ha confessato che non era tanto sicuro del buon esito. Aveva deciso di utilizzare una terapia che era in commercio da poco e non sapevano che effetti avrebbe potuto avere sul mio tipo di tumore. Per me, per fortuna è stata miracolosa”.

“Dieci anni fa le cure erano molto diverse, si parlava anche poco degli effetti collaterali. Ho sopportato cure devastanti. E poi un tempo si pensava prima a salvare le persone e non a come sarebbe stata la loro vita da sopravvissuti. Poi spesso non si parlava di fertilità. Le pazienti spesso erano già in menopausa e quindi il problema di una futura gravidanza semplicemente non si poneva”.

“Prima ho sconfitto il tumore grazie all’anticorpo monoclonale: sono stata una delle prime a utilizzarlo, poi sono riuscita a diventare mamma. E non è una cosa scontata, sono stata molto fortunata. Se c’è una Sara in questo momento che sta piangendo perché teme di non avere figli dopo la chemioterapia, vorrei che leggesse le mie parole. Io ce l’ho fatta, anche il mio tumore era molto aggressivo,ma ce l’ho fatta”.

“Ma sono sopravvissuta e sono riuscita a diventare mamma per due volte. Ci sono stati momenti difficili ma alla fine ce l’ho fatta. Non abbiate paura di chiedere, rivolgetevi a medici specializzati in ginecologia oncologica. Oggi ci sono molte più opportunità che un tempo di preservare la fertilità ovarica grazie alla ricerca”.

Oggi Sara, già ricercatrice, insegna in un Liceo di Roma. Per Sara ora è primavera in tutti i sensi: svegliati Sara, svegliati vincente contro la più terribile delle malattie e, per di più, gioiosamente mamma.

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