Saviano torna a Casal Di Principe, controversa la reazione di De Luca

E’ la terra che lo ha cacciato, la terra che lo costringe a vivere da anni sotto scorta, eppure lui è tornato, proprio nella villa del Boss che lo ha condannato a morte, villa che anche per merito suo è stata confiscata ed ora ospita una mostra con le opere del Museo degli Uffizi.

“È meraviglioso, stupendo. Avete un fatto un lavoro eccezionale”: così lo scrittore si è rivolto agli organizzatori e agli 80 ‘ambasciatori della rinascita’ che fanno da guida ai visitatori della mostra con le opere provenienti dagli Uffizi, dal Museo di Capodimonte e dalla Reggia di Caserta e ospitata nella ex villa di un boss dei Casalesi.

“Dopo 8 anni – ha scritto poi su Facebook Roberto Saviano – torno a Casal di Principe per incontrare gli ambasciatori della rinascita, i volontari che guideranno gli ospiti nelle stanze di Casa don Diana, bene confiscato al boss Egidio Coppola detto “Brutus”, che ospiterà opere esposte agli Uffizi di Firenze. Con un moto di orgoglio mi verrebbe da dire: dopo otto anni io sono ancora qua, voi, invece, Iovine, Bidognetti, Zagaria, Schiavone siete in carcere. La vostra presenza aleggia su queste terre. Ma faremo in modo che resti solo un odioso ricordo”.

Strana e controversa la reazione del neo governatore della Campania Vincenzo De Luca, alla presenza di Saviano. Durante la cerimonia di presentazione della mostra, De Luca parla indirettamente ma volutamente di Saviano e dichiara: “Siamo nella terra di Don Peppe Diana, il sacerdote ucciso che ha insegnato che la lotta alla camorra non si fa nei salotti tv, ma con la testimonianza di vita”. E concludendo: “Dico a tutti che la Regione è pronta a una manovra che vada oltre la liturgia dell’anti camorra, siamo pronti a creare iniziative per dare lavoro ai nostri giovani”.

Poco prima a un giornalista locale che gli chiedeva dei rapporti intrattenuti con lo scrittore di Gomorra aveva sbottato: “Io con Saviano ho lo stesso rapporto che ha lei con il suo barbiere”.

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