Scandalo Volkswagen ora mondiale, per Die Welt Berlino sapeva

Volkswagen ha ammesso, con un comunicato ufficiale, che il software che truccava i risultati anti-smog è stato inserito nei primi modelli a partire dal 2009: ipotizzando che tutte le auto vendute in Usa fossero state truccate, al conto mancherebbero la metà degli 11 milioni confessati dalla casa automobilistica tedesca. Ma non è così, dato che l’Epa, l’ente di controllo americano, ha dichiarato di aver trovato negli States “solo” 482 mila Volkswagen truccate, gli altri 10,5 milioni di vetture taroccate sono in giro per il mondo, allargando lo scandalo su scala mondiale.

Come se non bastasse l’edizione online di Die Welt, scrive che il governo tedesco sapeva della truffa: “la tecnica della manipolazione dei motori è nota da tempo a Berlino e Bruxelles”. Secondo il giornale, a dimostrazione di tali accuse ci sarebbe un documento del ministero dei Trasporti presentato in risposta a un’interrogazione dei Verdi in materia, del 28 luglio scorso, quini il ministero tedesco avrebbe ammesso di essere a conoscenza del software incriminato e avrebbe coinvolto anche la Commissione europea.

I Verdi avevano richiesto una presa di posizione sul problema dei dispositivi truccati e il governo federale aveva risposto di condividere “l’opinione della Commissione europea, che ha sottolineato come l’impegno volto a eliminare i meccanismi manipolativi non si sia ancora del tutto affermato nella prassi comune”. Il ministero dei Trasporti, nella risposta coinvolge anche l’Ue affermando che “il governo federale sostiene, in queste circostanze, gli attuali sforzi per lo sviluppo di norme europee con lo scopo di diminuire ulteriormente le emissioni reali delle automobili”.

La notizia che Berlino sapeva dello scandalo mette a rischio il governo guidato da Angela Merkel, lo stesso che martedì al varo di una commissione di inchiesta ad hoc, si era augurato che “i fatti siano messi sul tavolo il più velocemente possibile”.

L’ex segretario di stato americano Hillary Clinton ha commentato la vicenda su Twitter, scrivendo: “E’ una cosa vergognosa. Quando una società mette i profitti davanti alla salute e all’ambiente ci devono essere delle conseguenze”.

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