Senato, bagarre e proteste ma l’art. 2 è stato approvato

Sono mesi che si lotta, tra maggioranza e opposizione, per arrivare a una riforma del Senato che potesse accontentare tutti: nonostante la bagarre delle ultime ore, con insulti e gestacci tra le parti, alla fine la votazione segreta ha dato i suoi frutti, e l’articolo 2 del ddl Boschi è stato approvato.

L’articolo 2 per sommi capi stabilisce che il futuro Senato sarà «composto da novantacinque senatori rappresentativi delle istituzioni territoriali e da cinque senatori che possono essere nominati dal Presidente della Repubblica». A eleggere i futuri senatori saranno i Consigli regionali scegliendoli «tra i propri componenti e, nella misura di uno per ciascuno, tra i sindaci dei Comuni dei rispettivi territori».

Intervenendo prima del voto al suo emendamento, la senatrice Finocchiaro, che ha proposto appunto l’emendamento all’articolo 2,  ha ricordato all’Aula che «a volte camminiamo con il mito di ciò che è stato alle nostre spalle e facciamo bene», perché questo atteggiamento «è uno stimolo a far meglio», ma «ogni passaggio a un sistema» nuovo, comporta sempre «un lavoro faticoso e costoso». Con il nuovo meccanismo di elezione indiretta dei senatori, ha aggiunto sottolineando i pregi del suo emendamento, c’è «un coinvolgimento pieno dei cittadini nella scelta dei consiglieri regionali che andranno al Senato. La scelta degli elettori sarà sottoposta a una elezione di secondo grado, ma non c’è dubbio che la scelta dei consigli regionali sarà aderente all’indicazione che viene dagli elettori».

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