Silence di Martin Scorsese, un viaggio nella fede durato 30 anni

Eleonora Gitto

Silence, il film che Martin Scorsese voleva girare da 30 anni, è già nelle sale italiane dal 12 gennaio.

“Avevo in mente di fare un film su un prete tanti anni fa. Su un prete che doveva superare il suo ego e orgoglio spirituale. Ho capito che era il film che stavo facendo, me ne sono accorto mentre lo giravo”, queste le parole del regista sul film tratto dal romanzo Silenzio di Shūsaku Endō.

Il film racconta il viaggio di due gesuiti portoghesi, Padre Sebastiao Rodrigues e Padre Garupe (Andrew Garfield e Adam Driver), nel Giappone del XVII secolo.

I due partono alla ricerca del loro confratello e maestro spirituale, Padre Ferreira (Liam Neeson) accusato di aver sconfessato la fede cattolica in seguito alle torture subite.

La ricerca li porta in territori in cui il cristianesimo è stato bandito perciò finiranno per subire torture e dolori non solo fisici.

Questo loro percorso è anche un viaggio nella fede nel quale sono riproposte le domande di sempre.

Ma Scorsese non ha l’ardire di dare risposte a quesiti che si perdono nella notte dei tempi, bensì spunti di riflessione.

Il libro di Shusako Endo scritto nel 1966 e aveva catturato l’attenzione di Scorsese già ai tempi de “L’ultima tentazione di Cristo” nel 1988.

Da allora il regista, ex seminarista, non ha mai smesso di pensare alla realizzazione di una pellicola pregna di sacralità e di anime assetate di conforto divino. A scandire i momenti topici, una voce fuori campo.

Per realizzarle “Silence”, Scorsese ha voluto i suoi collaboratori storici. Il risultato è straordinario.

Nel cast Andrew Garfield, Adam Driver, Liam Neeson, Tadanobu Asano, Ciarán Hinds, Issei Ogata, Shinya Tsukamoto, Yoshi Oida, Yôsuke Kubozuka, Ryo Kase, Michié e Nana Komatsu.

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