Siria: la disperazione del ragazzo kamikaze in un video

Eleonora Gitto

Non si ferma l’orrore in Siria, questa volta militanti che sostengono Al Qaeda hanno filmato con uno smartphone le lacrime, la disperazione e la morte di un ragazzo kamikaze. Il video, ovviamente, è stato subito mandato online.

I carnefici sono gli Jamaat Imam Bukhari, militanti uzbeki che combattono al fianco di Al Quaeda. La vittima è un ragazzo giovanissimo che si chiama Jafar al-Tayyar.

Il ragazzo è stato scelto per una missione kamikaze: deve entrare in un carro armato zeppo di esplosivo e farsi esplodere nel villaggio Fua.

Nel video si vede il ragazzo circondato da “amici” che lo abbracciano e lo salutano per l’ultima volta. Jafar si lascia andare a un pianto dirotto.

Non osiamo pensare che cosa si sia scatenato dentro il suo animo. Paura, terrore, disperazione. Gli altri, gli “amici”, pensano solo a “spettacolarizzare” la morte.

Girano il video, dagli abbracci all’enorme esplosione, con una lucidità disarmante. Disumani al punto da non saper più distinguere dove finisce la finzione e inizia la realtà. Una follia bestiale che riesce a farli convivere con la morte, il sangue, la distruzione, la barbarie.

Non potremo mai capire da che cosa muovano veramente certe azioni. La religione? Gli interessi? L’ignoranza? Non lo sappiamo.

E non capiamo non perché siamo di formazione culturale diversa, ma semplicemente perché siamo essere umani. Esseri umani che credono nella sacralità della vita, quella stessa vita che è negata in Siria da una cruda e aberrante realtà.

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