Sophia Loren testimonial di Dolce e Gabbana: “Non sono una che metti nell’angolo”

Sophia Loren, a 81 anni per la regia di Giuseppe Tornatore e con le musiche di Ennio Morricone, ha girato un corto per il lancio di un profumo e di un rossetto che porta il suo nome, entrambi a marchio Dolce&Gabbana.

Un caso più unico che raro: “sono cose che possono succedere, anche perché io non sono un’attrice che metti in un angolino e non ci pensi più. Sono fuori dal tempo, mi piace andare avanti, interessarmi a tutto. Insomma, questa cosa del makeup non mi è sembrata così incredibile”, ha raccontato la Loren nel corso di un’intervista al Corriere.

“Non ho l’angoscia del tempo che passa, ma l’insicurezza non mi ha lasciato mai nella vita. Però ho imparato che se hai un sincero interesse per ciò che fai, all’idea di affrontare una nuova avventura ti sale dentro una gioia che spazza via tutto. Io sono fatta così: incredibilmente timida, appena si accende un riflettore mi lascio andare, non lo so neanch’io come, e le cose vanno bene. Tiro fuori il meglio di me, so stimolarmi da sola. Sono allegra, interessata un po’ a tutto, poi per le donne il makeup è una cosa carina, divertente”, ha aggiunto.

Quattro nipoti, due dal figlio Carlo junior e due da Edoardo, che ama alla follia: “Li seguo, li guardo, li amo, sono sempre i più belli del mondo. Sono ancora troppo piccoli per farci un discorso serio, per cominciare a raccontare cosa ha fatto la loro nonna […] Qualche volta invio dei messaggi, ma quando prendo in mano il telefonino mi sento sotto esame, mi fa paura, mi piace un’intesa precisa, una cosa che posso toccare, un discorso bello con un’amica che hai di fronte, queste cosine servono, ma non fanno per me”.

Sophia racconta al quotidiano le sue origini: “Io non vengo da una scuola. Ancora adesso quando mi sveglio la mattina non credo alla vita che ho avuto, l’unico mio sogno era di superare la giornata. Andavo al cinema perché lì si poteva sognare di più e così riuscivo a concedere al mio cuore una speranza più grande della sopravvivenza. Tutta la prima parte della mia vita è stata un soffrire in silenzio perché non volevo che mia madre se ne accorgesse, cercavo di essere gioiosa come Adele, la mia amica d’infanzia. Ma se in casa non ci sono i soldi per comprare qualcosa da mangiare e a letto non dormi per la fame, è dura”.

Poi l’incontro con il produttore Carlo Ponti “ero pronta per accettare una vita migliore, un’esistenza diversa da quella che aveva vissuto mia madre. Lei ha avuto una vita infernale, ma io no, ho avuto la fortuna di incontrare un uomo che mi ha trasmesso quella sua forza silenziosa che ancora oggi mi aiuta a superare le situazioni più difficili. La sensazione di benessere e fiducia, scaturita da quell’amore, si è arricchita poi con la nascita dei nostri due figli”.

“L’esplosione che ha avuto la mia carriera è stata una sorpresa, soprattutto per me. È il risultato di una cosa che hai dentro e che forse dipende da te, forse dipende da altre persone, chissà. È un’energia confusa che fa sì che accadano cose che non avevi neppure la forza di sognare. Ma nella vita una donna non può volere solo il lavoro. Non io. Mai”, ha concluso.

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