Stefano Cucchi, i suoi carnefici hanno finalmente un nome e una condanna

A vedere le foto sul tavolo dell’obitorio nessuno avrebbe pensato ad una morte naturale, eppure la dipartita di Stefano Cucchi fu archiviata proprio così: nessuna connessione con la morte avrebbero avuto i lividi e gli ematomi che gli rendevano il corpo ed il volto praticamente irriconoscibili.

Per fortuna la sua famiglia, e soprattutto sua sorella Ilaria, ha combattuto con le unghie e con i denti, contro tutto e tutti, per far venire a galla tutta la verità, e finalmente i colpevoli hanno un nome ed anche le prime condanne.

Nelle scorse ore i giudici della Corte d’Assise d’Appello di Roma  hanno comminato un’assoluzione e quattro prescrizioni per cinque medici dell’ospedale Sandro Pertini coinvolti nella vicenda di Stefano Cucchi. Assolto il medico Stefania Corbi.

Le accuse prescritte sono quelle per il primario del reparto di Medicina protetta dell’ospedale dove fu ricoverato il geometra romano, Aldo Fierro, e per altri tre medici Flaminia Bruno, Luigi De Marchis Preite e Silvia Di Carlo.

“La prescrizione del reato è una sconfitta per la giustizia ma  questo processo è stato fatto fra mille difficoltà” aveva sottolineato il pg nella sua requisitoria.  “Per salvare Stefano Cucchi – aveva detto – sarebbe bastato un tocco di umanità, un gesto, per convincerlo a bere e a mangiare”.

I due carabinieri Alessio Di Bernardo e Raffaele D’Alessandro sono invece stati condannati a 12 anni per omicidio preterintenzionale. L’imputato-teste Francesco Tedesco è stato condannato a due anni e sei mesi per falso ed è stato assolto dall’accusa di omicidio preterintenzionale.

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