Toxocara, attenzione alle conseguenze di questo virus

A molti questo nome non dirà nulla, eppure è uno dei virus più diffusi nei posti che frequentiamo quotidianamente e, a quanto sembra, anche uno dei più pericolosi, date le molteplici conseguenze negative che comporta alla nostra salute.

La toxocariasi è una zoonosi e una sindrome, ampiamente diffusa nel globo, causata dalla invasione del lume intestinale dell’uomo da parte di nematodi del genere Toxocara, specialmente toxocara canis e toxocara cati (parassiti frequenti nei cani e gatti e, per vicinanza, anche dell’uomo) che, penetrati per via oro-fecale, migrano verso tutto l’organismo dall’intestino, dove maturano le larve.

Le larve restano vive nei tessuti infestati per mesi, provocando danni e sensibilizzando i tessuti e causando una reazione granulomatosa focale, anche se dagli studi istologici, raramente è possibile riscontrare le larve nelle sezioni di tessuto.

La toxocariasi si presenta soprattutto nei bambini piccoli che ingeriscono le uova di Toxocara con la terra contaminata dalle feci di cani, gatti o altri animali portatori del parassita. I cortiletti sabbiosi, in cui spesso defecano cani e gatti, sono particolarmente rischiosi per l’esposizione alle uova. Spesso i bambini trasportano le uova alla bocca con le mani e possono ingerire la sabbia contaminata. Occasionalmente, gli adulti ingeriscono le uova raccogliendole dalla terra contaminata, da altre superfici o dalle mani, contraendo l’infezione.

I sintomi infiammatori sono comuni ad altre patologie come l’influenza e difficilmente possono essere riscontrati come principi di infiammazione da Toxocara: dolori addominali, tosse, stanchezza e febbre. Spesso la diagnosi di infezione può avvenire dopo mesi o anni, sono pochi gli specialisti in grado di eseguire una diagnosi corretta.

Toxocara, attenzione alle conseguenze di questo virus

Toxocara attenzione alle conseguenze di questo virus

Il quotidiano New York Times lo ha ribattezzato con il nome di «The Parasite on the Playground», ovvero il parassita del parco giochi: sembra infatti che il particolare tipo di microorganismo abbia colpito già moltissimi bambini.

Negli ultimi dati raccolti lo scorso settembre, pubblicati sulla rivista Clinical Infectious Diseases, si stima che circa il 5% della popolazione Usa, pari a 16 milioni di persone, abbia gli anticorpi al Toxocara nel sangue. Vuol dire cioè che hanno ingerito le uova. Un rischio maggiore per le persone che vivono in condizione di povertà. In un’indagine fatta l’anno scorso in 21 parchi di New York, le uova di Toxocara sono state trovate in nove, di cui 3/4 nel Bronx.

Sappiamo che in alcuni casi questo parassita, uno dei più comuni nel Paese, è collegato ad un basso quoziente intellettivo ed epilessia”, commenta Peter Hotez, preside della National School of Tropical Medicine del Baylor College di Houston. In alcuni casi le larve del parassita arrivano agli occhi, causando retiniti e anche cecità (sindrome oculare), o possono infettare fegato e polmoni (sindrome viscerale), con il rischio di gravi reazioni infiammatorie.

Ed in queste ore l’allarme è stato diffuso a livello mediatico anche in tutta Europa, Italia compresa.

Per Maria Caramelli, direttrice dell’Istituto zooprofilattico sperimentale di Piemonte, Liguria e Val d’Aosta, si tratta di una parassitosi “in aumento nei paesi occidentali e molto presente anche da noi. E’ tipica dei cani cuccioli, per questo colpisce più facilmente i bambini, anch’essi ancora immunologicamente fragili. Basta che il bimbo venga a contatto con pochissima terra contaminata per assumere le uova. Ragion per cui bisogna evitare che i cani facciano i loro bisogni nella terra e nella sabbia, sia al parco giochi che in spiaggia. Il rischio di infettarsi è anche connesso all’igiene personale, infatti è conosciuta come una delle ‘malattie neglette’ che fanno molte vittime nei paesi in via di sviluppo”, conclude la Caramelli.

Angela Sorrentino

Laureanda, content writer professionista, in attesa di patentino giornalista pubblicista, si occupa principalmente di contenuti legati alla sanità italiana e alla tecnologia.

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