Trapianto utero, primo caso al mondo con donazione della sorella gemella
Trapianto utero primo caso al mondo con donazione della sorella gemella

La medicina riproduttiva può vantare molti traguardi nella sua storia recente: l’arrivo della fecondazione in vitro (IVF) alla fine del 1970, lo sviluppo delle iniezione intracitoplasmatiche di spermatozoi nei primi anni 1990, il primo trapianto ovarico a inizio nuovo millennio e persino il primo nato vivo dopo un trapianto uterino.

Era il 2014 quando per la prima volta al mondo una donna ha avuto un figlio dopo un trapianto di utero.

La mamma, una donna svedese di 36 anni di cui non è stata rivelata l’identità, lo ha partorito a Goteborg, in Svezia, assistita da Mats Brannstrom, professore di ostetricia e ginecologia della Sahlgrenska Academy. La giovane aveva le ovaie funzionanti ma è nata senza utero e lo ha ricevuto da una donna, presumibilmente una stretta amica di famiglia o parente di 61 anni di età, andata in menopausa sette anni prima.

Il risultato raggiunto in Svezia, frutto di 10 anni di lavoro, era arrivato dopo due precedenti tentativi falliti, in Arabia Saudita nel 2000 e in Turchia nel 2011. Nel primo caso dopo il trapianto l’utero ha dovuto essere rimosso, nel secondo c’è stato un tentavo di impiantare degli embrioni che però ha portato per ben due volte a degli aborti.

Il professor Mats Brannstrom è un pioniere della tecnica del trapianto di utero. Secondo i risultati di una ricerca dell’Accademia di Sahlgrenska dell’Università svedese di Goteborg, dal 2014 al 2017 sono stati altri otto i bambini nati da madri che si sono sottoposte a un trapianto di utero da donatore vivente.

Trapianto utero primo caso al mondo con donazione della sorella gemella

È invece di queste ore la notizia di un nuovo incredibile successo: il primo caso al mondo di trapianto di utero tra sorelle gemelle.

Il bimbo concepito grazie alla collaborazione tra équipe internazionali di specialisti in chirurgia e medicina della riproduzione, nascerà a Bologna.

Protagoniste una donna residente in Italia e la sorella che ha deciso di donarle il proprio utero: un grande atto di amore che consentirà alla sorella, che non poteva concepire a causa di un difetto genetico, di realizzare il suo sogno più grande e diventare mamma.

La notizia è stata data dal centro di fecondazione assistita Sismer di Bologna: prima infatti c’è stato il trapianto di utero, ed in seguito una fecondazione assistita che ha permesso all’ovulo di essere fecondato e di impiantarsi nel “nuovo” utero.

Il trapianto dell’organo riproduttivo è stato eseguito nel marzo dello scorso anno, presso la clinica universitaria pediatrica di Belgrado, dall’equipe medica svedese proprio del professor Mats Brännström, come abbiamo visto pioniere della tecnica del trapianto dell’utero.

Al trapianto hanno collaborato anche i dottori Milan Milenkovic e Mirorslav Djordjevic unitamente al professor Stefan Tullius, direttore della divisione trapianti del Brigham and Women’s Hospital della Harvard Medical School.

Il trattamento di fecondazione assistita è stato invece eseguito presso la clinica IVF di Stoccolma (gruppo Eugin) diretta dal professor Mats Brännström lo stesso che ha eseguito l’intervento di trapianto dell’utero sulla donna.

Per tutta la durata della gravidanza, che ha avuto un regolare decorso, la paziente è stata seguita da Luca Gianaroli, direttore scientifico Sismer.

Ulteriori dettagli saranno inoltre resi noti durante una conferenza stampa – fissata per il 28 giugno, ore 15, nella sala riunioni della Sismer – nella quale prenderanno parola i medici che hanno seguito il caso.

Laureanda, content writer professionista, in attesa di patentino giornalista pubblicista, si occupa principalmente di contenuti legati alla sanità italiana e alla tecnologia.

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