Tumore alla prostata di tipo aggressivo: attenzione ai fattori di rischio

Eleonora Gitto

Attenzione ai fattori di rischio per il tumore alla prostata di tipo aggressivo.

Si sa che gli uomini oltre i 50 anni hanno spesso dei problemi alla prostata. Il che non vuol dire, naturalmente, che i problemi debbano essere di natura maligna. La buona parte di questi è di natura benigna, la cosiddetta iperplasia benigna della prostata.

Questi ultimi problemi si affrontano con una certa tranquillità con tutta una serie di medicinali specifici e spesso molto validi.

Ma si possono affrontare anche con interventi chirurgici ah hoc, atti a ridurre in maniera significativa il volume della prostata stessa, che tende a ingrossarsi nel corso degli anni.

A volte però ci possono esser problemi più seri, a causa della natura maligna di alcuni tumori che colpiscono quest’organo.

Aurora Perez-Cornago, coordinatrice di un gruppo di ricercatori di Oxford, ha potuto analizzare con la propria squadra un campione consistente di uomini, quasi 142mila, in 8 Paesi.

Dalla ricerca è risultato che il rischio ammalarsi di un tipo di cancro aggressivo alla prostata, aumenta anche con l’aumentare dell’altezza.

Non solo: pare che ci sia anche una correlazione fra lo sviluppo di questi tumori di grado elevato e il girovita degli uomini.

La dottoressa Cornago spiega: “E’ già stato scientificamente documentato che il sovrappeso è un fattore di rischio per molte patologie croniche, quali ipertensione, diabete, malattie cardio e cerebro-vascolari, come infarto, scompenso cardiaco e ictus, oltre che tumori come quelli di mammella, ovaio, endometrio e colon-retto. E’ stata dimostrata una stretta correlazione tra accumulo di grasso a livello addominale e pericolo di tumore, e questi risultati confermano quanto sovrappeso e obesità siano responsabili dell’insorgenza di un tumore”.

Al momento i fattori di rischio conosciuti per il carcinoma prostatico, sono: obesità, il consumo di molta carne e latticini. Inoltre una dieta contenente molto calcio, e alte concentrazioni di androgeni nel sangue.

C’è poi una componente, anche se non molto rilevante, riguardante la famigliarità, col cancro prostatico che si è sviluppato a un padre, fratello o un figlio dell’ammalato. Anche la concentrazione eccessiva di Dht, un prodotto dell’ormone maschile testosterone, può causare la crescita della prostata contribuendo alla possibilità di avere un cancro.

Infine c’è anche una componente che riguarda la razza: gli Afro-Americani vengono colpiti più spesso da questa malattia.

Ma una dieta sana, con pochi grassi saturi, e una forma fisica accettabile, con relativo esercizio fisico, diventano comunque importanti per combattere la possibilità dello sviluppo del cancro alla prostata.

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