Ungheria, profughi in arresto: proclamato stato di emergenza

Eleonora Gitto

Ci siamo, in Ungheria cominciano gli arresti nei confronti dei profughi e si proclama lo stato di emergenza.

Non ci si poteva aspettare altro da un Paese governato dall’estrema destra, dove taluni comportamenti e talune azioni hanno recentemente ricordato i tempi bui del nazismo.

Filo spinato, arresti, trasporti su carri e treni che assomigliano in modo impressionante a quel periodo scuro della storia dell’umanità.

L’Ungheria ha completamente chiuso le proprie frontiere, e non ne vuole sapere di parlare di accordi circa le quote di immigrazione.

Insomma, questo Paese si pone al di fuori del contesto europeo. Subito dopo l’entrata in vigore della legge anti-immigrazione, sono state arrestate ben 174 persone.

Lo stato di emergenza è stato nel frattempo dichiarato in due contee confinanti con la Serbia.

Ma purtroppo anche l’Austria ha annunciato che ripristinerà i controlli alle frontiere. Si confida molto nella prossima riunione dei ministri degli esteri UE che si terrà il prossimo 22 settembre, dopo il fallimento del primo incontro avvenuto ieri.

E intanto il Cancelliere tedesco Angela Merkel ha chiesto una riunione straordinaria del Consiglio per affrontare la questione immigrazione nel suo insieme.

Donald Tusk, il presidente, farà sapere nei prossimi giorni quando si terrà la riunione.

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