Valtellina, minacce ad albergatore che ospita profughi

Ormai in Italia si vive di paradossi, in una situazione di non ritorno dove non essere razzisti e tendere la mano a chi ne ha bisogno è considerata un’azione indegna, e per questo bisogna temere ritorsioni.

La vicenda odierna arriva dalla Valtellina, dove il titolare di una struttura di Cosio Valtellino si è rivolto ai carabinieri dopo una lettera anonima recapitata la scorsa settimana e nuove minacce ricevute su Facebook, con l’invito a bruciare l’albergo.

Da alcuni mesi Giulio Salvi ospita numerosi richiedenti asilo, su richiesta della Prefettura di Sondrio: nelle scorse settimane il postino aveva recapitato una lettera anonima, straripante di minacce xenofobe (“via i migranti dall’hotel o li uccido uno a uno”, era scritto in un passaggio della missiva), ora sono comparsi anche messaggi postati su Facebook che invitano gli amici e i concittadini “a incendiare l’hotel di Cosio Valtellino che accoglie i profughi”.

“Diamo fuoco all’albergo” che “sta a due minuti da casa mia” incita l’uomo dal suo profilo su Facebook nel quale appare con soprannome, cognome e foto, lasciando intendere di abitare a poca distanza dalla struttura ricettiva che, a suo dire, “incassa 4,5 milioni di euro con i profughi (finti)…”.

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