Vatileaks, il Vaticano indaga i giornalisti che hanno indagato sugli scandali

Un periodo difficile per il Vaticano, che agli occhi di mezzo mondo proprio non riesce ad essere credibile. A una manciata di giorni dall’inizio del Giubileo, e negli stessi giorni in cui Papa Francesco predica povertà ed umiltà, morigeratezza e purezza di spirito, l’inchiesta Vatileaks 2 sta indagando su una nuova fuga di documenti riservati, che parlerebbero della vita molto poco morigerata dei servitori di Dio.

Tanti, troppi scandali, primo tra tutti quello costruito attorno alla notevole dimora del Cardinal Bertone, che secondo quanto pubblicato sul libro Avarizia di Emiliano Fittipaldi sarebbe stato ristrutturato con i fondi dell’ospedale Bambino Gesù.

Gli ultimi sviluppi dell’inchiesta vaticana sulla fuga di notizie relativa a questa vicenda ci dicono però che Fittipaldi ed il collega Gianluigi Nuzzi, anche lui autore di varie inchieste sugli aspetti custoditi più gelosamente in Vaticano, risultano indagati.

Entrambi hanno deciso di pubblicare dopo aver verificato la credibilità e l’attendibilità delle fonti e, soprattutto, della documentazione. Dal momento che nessuno ha negato l’autenticità di quel materiale, in base a quale criterio avrebbero dovuto cestinare la documentazione e quindi perché sono stati indagati ora?

«La Gendarmeria vaticana – ha spiegato Lombardi, portavoce della Santa Sede – aveva segnalato l’attività svolta dai due giornalisti, a titolo di possibile concorso nel reato di divulgazione di notizie e documenti riservati. A questo titolo sono ora indagati».

Detto in parole povere, svolgere inchieste che riguardano possibili affari illeciti condotti dai ministri di Dio è un potenziale reato.

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