Ventimiglia, sgombrati i migranti con la mediazione del Vescovo

Ci sono voluti circa 200 uomini e decine di blindati, circondando la tendopoli organizzata dagli attivisti italiani e francesi “No Borders” che ospitava gli immigrati, per sgombrare l’accampamento al confine tra l’Italia e la Francia, a Ventimiglia, dove alcune decine di stranieri sono rimasti accampati insieme ai giovani dei centri sociali per oltre tre mesi.

Alle prime ore dell’alba è iniziata l’operazione d sgombero: non sono stati segnalati episodi di violenza o di resistenza alle forze dell’0rdine, ma almeno una cinquantina tra immigrati e attivisti, in particolare francesi, si sono poi di nuovo rifugiati sugli scogli. Alcuni degli occupanti sono stati accompagnati in commissariato per l’identificazione.

Tutti chiedono di potersi allontanare senza essere identificati, nel caso si trovi una soluzione per ospitare altrove il presidio. Bloccati dalla polizia tutti coloro che cercano di avvicinarsi agli scogli per portare acqua e cibo.

In mattinata è arrivato il vescovo di Ventimiglia-Sanremo, monsignor Antonio Suetta, che ha iniziato una mediazione cercando di convincere migranti e manifestanti a lasciare la scogliera per trovare una nuova collocazione.

Proprio grazie alla mediazione del vescovo, si è stabilito alla fine che i migranti raggiungeranno il centro di accoglienza già presente da molte settimane nella zona della stazione di Ventimiglia, mentre i “No borders” saranno identificati al commissariato, ma senza ulteriori provvedimenti.

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