Vincent Lindon racconta il suo personaggio in La Legge del Mercato

Vincent Lindon, in occasione dell’uscita de “La legge del mercato”, è venuto in Italia a presentarlo e ha parlato con passione di questo ruolo di operaio 50enne e della spietatezza del mercato del lavoro oggi.

L’attore, premiato al Festival di Cannes proprio come miglior attore per la sua straordinaria interpretazione di un cinquantenne che cerca di reinserirsi nel mondo del lavoro in La legge del mercato di Stephane Brizé nelle sale dal 29 ottobre in 40 copie con Academy Two, parla in modo appassionato e coinvolgente, senza risparmiare una dura critica alla politica contemporanea.

Nel film Lindon è Thierry, 51enne disoccupato da 20 mesi. Sposato e con un figlio disabile, si sottopone a un percorso umiliante e violento, di stage inutili e colloqui via skype, prima di trovare un posto come guardia di sicurezza in un grande supermercato. Un compito che si complica, quando gli chiedono di spiare gli altri impiegati.

«La cosa tragica è che se gli uomini politici hanno bisogno di un film per svegliarsi, noi non abbiamo bisogno di loro. Ogni tre mesi dovrebbero essere obbligati a vivere una giornata come la gente comune. Abbiamo mostrato il film al ministro del lavoro a Parigi e lo guardava così.. Conosceva i problemi, ma sullo schermo li vedeva.. e questo è molto triste. E’ per questo che nella politica ci sarebbe bisogno di persone che vengano dalla società civile, che vengano da ambienti diversi, che sappiano veramente cosa succede», ha dichiarato Lindon.

Il riconoscimento ricevuto a Cannes l’ha profondamente emozionato ”perché è il più grande riconoscimento del mondo per un attore, ci sono grandissimi che non l’hanno mai avuto. Poi io non avevo mai ricevuto un premio prima. In Francia ho il record dell’attore più nominato ai Cesar che non l’ha mai vinto, ma la cosa non mi da’ particolarmente fastidio. Inoltre, in quella sala c’era il gotha del cinema, e la cerimonia era in mondovisione, faceva impressione. Mi ha commosso essere premiato così avanti nella mia carriera. Vincere da giovane ti può fare perdere la testa, io invece non me l’aspettavo”.

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