Volkswagen ammette violazione norme anti-smog

Volkswagen ha ammesso di aver violato le norme antismog negli Stati Uniti, ed inevitabilmente in borsa affonda il suo titolo, perdendo fino al 22% sul listino di Francoforte, il crollo più grave mai registrato dal 2008, con conseguente costo per i soci dell’azienda tedesca di 12,9 miliardi.

L’Amministratore Delegato Martin Winterkorn ha espresso le sue scuse pubbliche ieri sera. Winterkorn rischia di nuovo il posto, dopo aver vinto la guerra di potere con il patron Ferdinand Piech: “Sono personalmente desolato del fatto di aver deluso la fiducia dei nostri clienti e dell’opinione pubblica. Per il consiglio di amministrazione e per me personalmente questi eventi hanno la più alta priorità. Volkswagen non consente violazioni di regole e leggi di alcun tipo. Lavoriamo con le istituzioni competenti per poter chiarire nel modo più trasparenze veloce ed esaustivo possibile i fatti” ha dichiarato.

Tutto è venuto alla luce grazie all’Epa, l’ente americano per la protezione dell’ambiente, il quale ha scoperto che le vetture Volkswagen e Audi con motore diesel 2 litri possedevano un software, installato appositamente da Volkswagen nella centralina motore, che riconosce le condizioni di test anti inquinamento e aziona solo in quel caso i dispositivi più efficienti contro le emissioni.

Secondo l’agenzia Bloomberg ora Volkswagen sarebbe al centro di un’indagine penale negli Stati Uniti per la violazione delle eco-norme.

Nel frattempo anche in Germania la notizia non è stata presa bene: un portavoce del ministero dell’Ambiente tedesco ha dichiarato che Volkswagen “deve collaborare con le autorità Usa e chiarire la vicenda sulla manipolazione dei test antismog”. Così come il vicecancelliere tedesco e ministro dell’Economia Sigmar Gabriel ha chiesto chiarezza: “Il made in Germany è sinonimo di qualità a livello mondiale ed è importante fare subito chiarezza”, ha dichiarato.

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