Walter De Silva abbandona Volkswagen e Italdesign
Walter De Silva abbandona Volkswagen e Italdesign

Walter De Silva abbandona la Volkswagen e si dimette anche da presidente della Italdesign Giugiaro (IDG): il disegnatore italiano dice di essere alla ricerca di “nuovi stimoli”.

Alla fine di novembre Walter De Silva lascerà definitivamente la Volkswagen: Come dire, quando la nave affonda, i topi scappano.

E’ così anche per il designer italiano presidente dell’Italdesign? Non possiamo dirlo. Probabilmente davvero De Silva è alla ricerca di “nuovi stimoli”.

Fatto sta che la notizia del suo addio alla casa tedesca annunciato dal sito italiano Auto&Design i venerdì 6 ottobre, è stata accolta come un fulmine a ciel sereno. Che farà? “Si ritirerà in pensione, ma manterrà il suo legame con il Gruppo in qualità di consulente”, si precisa nel comunicato della Volkswagen travolta dallo scandalo delle emissioni “ritoccate”.

Prima di De Silva anche il grande Giorgetto Giugiaro aveva abbandonato il gruppo. Giugiaro, di dice De Silva, “ è stato il mio maestro”.

Ma anche l’ormai ex presidente della Italdesign ha un curriculum di tutto rispetto. “Compasso d’oro” nel 2011, sua è la linea sfoggiata dall’Alfa Romeo 156.

Inizia la la sua carriera nel 1972 al Centro Stile Fiat, e approda alla Volkswagen 1999.

Nel 2002 passa alla Audi, nel cui gruppo c’erano anche Seat e Lamborghini e per i tedeschi il nuovo linguaggio stilistico di De Silva “con Audi ha trovato piena espressione nella sesta generazione della A6 e nella A5 Coupé”. Nel 2007 diventa assoluto, capo del design del Gruppo.

La passione per il design a 360 gradi, ha spinto De Silva a fare delle incursioni anche in altri settori.

Non solo auto, dunque, ma occasionalmente anche designer di arredamento, macchine fotografiche e altro ancora. Ma è nel settore automobilistico che ha lasciato la sua preziosa impronta.

Infatti, come si spiega nel comunicato della casa tedesca, Walter De Silva “ha concentrato il proprio lavoro nel costruire e coltivare una cultura del design trasversale a tutte le marche, che allo stesso tempo consentisse a ognuna di esse di mantenere un elevato livello di creatività individuale”.

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