Why Not, De Magistris assolto

La terza corte di appello di Roma ha assolto il sindaco di Napoli Luigi de Magistris e il consulente Gioacchino Genchi dall’accusa di abuso d’ufficio in relazione al caso “Why Not“, incentrato sull’acquisizione di tabulati telefonici di politici.

“Per me è la fine di una profonda sofferenza”, ha commentato De Magistris, “Sono convinto di avere svolto il mio mestiere di magistrato nel pieno rispetto della costituzione e della legge con l’obiettivo di cercare una verità difficile”.

Il premier Matteo Renzi, nel corso del programma tv “Otto e mezzo”, ha parlato della legge Severino: “Non cambieremo la Severino nè le regole delle primarie. Se c’è uno in grado di togliere le ecoballe dalla terra dei fuochi è De Luca e io sto con lui. Non so se de Magistris è stato assolto perchè il fatto non costituisce reato o per la prescrizione. Ma la vicenda è chiusa. Rimane De Luca”.

“Vedo Renzi ancora un po’ incerto e voglio tranquillizzarlo: stai sereno, sono stato assolto”, commenta il sindaco di Napoli, aggiungendo: “Non mi sono avvalso della prescrizione altrimenti il processo sarebbe durato un minuto. Siamo andati nel merito perché volevo essere assolto. Fa piacere riceve anche da avversari politici attestazioni di stima in questi casi perché non bisogna mai confondere il piano politico con quello giudiziario. Mi ha chiamato anche De Luca ma le telefonate che mi ha atto più piacere ricevere sono state quelle di alcuni miei ex colleghi magistrati”.

“Più vado avanti con gli anni più soffro nel vedere mafia e corruzione all’interno delle istituzioni. Ce n’è ancora tanta. Oggi mi sento più forte,  mi sento rafforzato nel continuare la battaglia all’interno delle istituzioni. Vedere che ogni tanto si aprono pagine di luce, come nel caso di Erri De Luca e oggi per me e Genchi, ci rafforza il convincimento di continuare a lavorare all’interno delle istituzioni”, continua.

“Sulla Severino va fatta una riflessione al di là dai casi singoli, ma va detto che è stata una legge un po’ ad personam. Severino difendeva Prodi. La legge che porta il suo nome è stata fatta durante il processo di Roma, lei ha inserito l’abuso d’ufficio non patrimoniale tra i reati ed è stata lei maggiormente accanita con il suo studio per avere una mia condanna a Roma. Su questo non ho ascoltato una sola parola dalla stessa Severino, che su questo qualcosa dovrebbe dire”, conclude.

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