WikiLeaks svela documenti UE con piano migranti

WikiLeaks ha diffuso dei documenti riservati dell’Unione Europea, i quali trattavano di misure militari da adottare per frenare il traffico di migranti, commentando come “l’Unione Europea schiererà la forza militare contro infrastrutture civili in Libia per fermare il flusso di migranti. Dati i passati attacchi in Libia da parte di varie paesi europei appartenenti alla Nato e date le provate riserve di petrolio della Libia, il piano può portare ad altro impegno militare in Libia”.

Per l’operazione si ipotizzano tre fasi, con una durata iniziale di un anno, dal punto di vista militare la missione terminerà quando “il flusso di migranti e l’attività dei trafficanti saranno significativamente ridotti” allo scopo di arrestare le partenze dalla Libia rendendo più difficile per l’esodo di disperati usare la rotta verso la Sicilia.

Il documento rivela che la missione punta a “una sufficiente comprensione dei modelli di business del traffico, del finanziamento, delle rotte, dei posti di imbarco, delle capacità e delle identità e che l’uso della forza deve essere ammesso, specialmente durante le attività come l’imbarco, e quando si opera sulla terra o in prossimità di coste non sicure o durante l’interazione con imbarcazioni non adatte alla navigazione”.

Pertanto si prevedono esplicite operazioni a terra, come aveva già sospettato e anticipato il quotidiano inglese “Guardian” che aveva parlato di “boots on the ground”. Tra i pericoli si cita “la presenza di forze ostili, come estremisti o terroristi come lo Stato Islamico. La minaccia che scaturisce dalla gestione di un grande volume di migranti deve essere presa in considerazione”.

La missione “richiederà regole di ingaggio robuste e riconosciute per l’uso della forza, in particolare per il sequestro di imbarcazioni in caso di resistenza, per la neutralizzazione delle navi dei trafficanti e dei loro beni, per situazioni specifiche come il soccorso di ostaggi”.

Il documento rivela che nell’operazione militare sarà fondamentale il controllo delle informazioni dei media riguardanti la missione: “La strategia deve evitare di suggerire che il focus è il soccorso dei migranti in mare ma sottolineare che l’obiettivo dell’operazione è distruggere il modello di business dei trafficanti. Il Comitato Militare dell’Unione Europea conosce il rischio che ne può derivare alla reputazione dell’Unione Europea, rischio collegato a qualsiasi trasgressione percepita dall’opinione pubblica in seguito alla cattiva comprensione dei compiti e degli obiettivi, o il potenziale impatto negativo nel caso in cui la perdita di vite umane fosse attribuita , correttamente o scorrettamente, all’azione o all’inazione della missione europea. Quindi il Consiglio Militare dell’Unione Europea considera essenziale fin dall’inizio una strategia mediatica per enfatizzare gli scopi dell’operazione e per facilitare la gestione delle aspettative. Operazioni di informazione militare dovrebbero essere parte integrante di questa missione europea”.

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