Diabete e zucchero la correlazione cambia completamente
Zucchero la sua assunzione non aumenta il rischio di diabete

I collegamenti tra zucchero e diabete sono più complicati di quanto la maggior parte della gente si aspetti, c‘è una diffusa convinzione che lo zucchero sia l’unica causa, o comunque la causa principale, del diabete, d’altronde la malattia è caratterizzata da alti livelli di zucchero nel sangueIl diabete è stato identificato per la prima volta attraverso “l’odore” dolce nelle urine, e in seguito è emerso che l’ urina dolce e zuccherosa indicava un alto livello di zucchero nel sangue. Nel corso del tempo poi, il trattamento del diabete è passato dal mangiare principalmente zucchero (per sostituire ciò che si era perduto), ad evitare cibi con elevati tassi di zuccheri (per limitare i livelli elevati di zucchero).

Nonostante il largo uso che se ne fa nella nostra alimentazione quotidiana, spesso lo zucchero viene considerato un vero “veleno” da eliminare completamente dalla propria alimentazione o comunque da assumere in quantità moderate.

Lo zucchero ha influenza una grossa influenza sia sul sistema nervoso sia sul metabolismo, creando prima stimolazione poi depressione con conseguenti stati d’irritabilità, falsa euforia, bisogno di prendere altro zucchero, ecc. Ciò è causato dal rapido e violento assorbimento dello zucchero nel sangue che fa salire la cosiddetta glicemia.

Il saccarosio, poi, oltre ad avere un effetto demineralizzante sull’organismo, dato che per essere digerito ha bisogno  ha bisogno di vitamine e minerali che vengono prelevate dallo stesso organismo, diminuisce al contempo l’efficacia dei globuli bianchi e causa degli scompensi nel sistema immunitario

Al suo consumo eccessivo viene imputata persino l’insorgenza del diabete.

Ma è veramente così?

Un ampio e recente studio ha smentito ufficialmente che possa esistere una relazione pericolosa tra l’assunzione di zucchero e diabete: l’alimento è stato anche scagionato per quanto riguarda le malattie cardiovascolari.

La ricerca è stata condotta da un gruppo di ricerca statunitense appartenente a diversi Istituti e Università americane (College of Health Solution – Arizona University; Division of Public Health Sciences – Seattle University; Harvard Medical School – Boston e altri).

Zucchero la sua assunzione non aumenta il rischio di diabete

Per ben 16 anni sono state tenute sotto osservazione oltre 80.000 donne.

Nello specifico, le 82.254 donne in post-menopausa prese in considerazione durante lo studio provenivano dal Women’s Health-Observational Study, mentre i dati ottenuti sono stati resi possibili grazie all’uso di un algoritmo messo a punto dagli autori.

Il biomarcatore utilizzato dagli scienziati ha permesso di calcolare con estrema precisione il consumo e il livello di zuccheri presenti nel flusso ematico.

Inaspettati i risultati: lo zucchero, inteso come zuccheri totali quali saccarosio, fruttosio, lattosio, non provoca e non è causa diretta di diabete di tipo 2 e malattie cardiovascolari.

Il rischio relativo tra diabete di tipo 2 a zuccheri totali è risultato pari a 0,94 (IC 95%: 0.77, 1.15) mentre per le malattie cardiovascolari a 0,97 (0,87, 1,09). Un dato che dimostra l’assenza di correlazione diretta tra il consumo di zuccheri e il rischio di queste malattie.

La scoperta, che conferma ricerche precedenti, è stata resa possibile grazie ad un nuovo approccio di raccolta dei dati sui consumi di zuccheri, non più basato, come consuetudine, negli studi osservazionali su una rilevazione “self-reported”, ossia ricavata direttamente dai consumi autodichiarati dai pazienti arruolati per lo studio, ma tramite l’analisi “oggettiva” e scientifica dei biomarcatori dello zucchero presenti nelle urine.

Secondo gli autori, invece, è l’eccesso di calorie che mette a rischio un individuo – da qualunque fonte alimentare esse provengano.

Ricordiamo che, in generale, le cause alla base dell’insorgenza della malattia vanno generalmente ricercate in fattori ereditari ed ambientali.

All’ereditarietà si affiancano aspetti caratteristici della persona quali l’obesità, la vita sedentaria, lo stress e alcune malattie.

Esse impongono al pancreas un lavoro aggiuntivo poiché aumentano il fabbisogno di glucosio e quindi di insulina. Qualora il pancreas fosse indebolito da una predisposizione ereditaria al diabete, queste cause accelerano l’insorgenza del disturbo. Anche l’età gioca il suo ruolo: l’invecchiamento dell’organismo si riflette sulla funzionalità di tutti gli organi, pancreas compreso naturalmente.

Angela Sorrentino

Laureanda, content writer professionista, in attesa di patentino giornalista pubblicista, si occupa principalmente di contenuti legati alla sanità italiana e alla tecnologia.

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