Bari, è guerra aperta ai manifesti no vax

VEB

In tutta Italia, da nord a sud, soprattutto all’indomani della legge che ha deciso di rendere obbligatori i vaccini per essere ammessi a scuola, si è scatenata una forte ondata di sdegno e i cosiddetti “no vax”, coloro che si schierano cioè contro questo obbligo e spesso, più in generale, contro i vaccini nel loro insieme, sono scesi in piazza per rivendicare i loro diritti.

I no vax sono molto attivi anche nella regione Puglia, e nelle scorse ore hanno lanciato una campagna massiccia a Bari, tappezzando tutta la città di manifesti, che hanno avuto un forte clamore mediatico.

Nello specifico i manifesti ‘no vax’ sono stati affissi nelle scorse settimane in varie zone di Bari tra cui via Capruzzi, cvia Caldarola e la zona della stazione. Le affissioni sono state commissionate da alcuni attivisti pugliesi del movimento ‘Nati Liberi’, un gruppo di genitori che chiedono libertà di scelta in merito alla possibilità di sottoporre i bambini alle vaccinazioni.

Fin dal primo giorno è scoppia la polemica per i cartelloni pubblicitari 6×3 che recitavano : “I vaccini possono avere effetti collaterali gravi. E se capitasse proprio a te? Informati”.

Dapprima un pediatra si è lamentato via Facebook con il sindaco di Bari, nonché presidente dell’Anci, Antonio Decaro, lamentando il fatto che questo cartellone vanificherebbe gli sforzi di tanti medici che combattono contro chi rifiuta gli obblighi vaccinali imposti dal decreto Lorenzin.

Bari, è guerra aperta ai manifesti no vax

Bari guerra aperta ai manifesti no vax

Decaro, tramite il suo staff, ha ricordato che il Comune “non ha titolo a svolgere una verifica preventiva dei messaggi pubblicitari” anche perché “sarebbe lesivo della libertà di espressione e di quella economica”, ma alla fine i manifesti sono stati tolti: a rimuoverli è stata la Clear Channel Jolly Pubblicità Spa, società concessionaria per le affissioni in città.

E, su segnalazione proprio del sindaco Antonio Decaro, il ministro Beatrice Lorenzin ha dato mandato ai Nas di intervenire, i carabinieri sono stati negli uffici del Comune barese per identificare chi ha affisso i manifesti e l’agenzia responsabile, mentre parallelamente in Procura è arrivata una denuncia per procuratore allarme da parte del ministero stesso che ha fatto aprire un fascicolo.

Ora toccherà alla magistratura decidere se procedere contro gli autori.

La consegna della relazione del Nas in procura potrebbe ora anche dare l’avvio a un procedimento penale nei confronti di chi ha materialmente commissionato l’affissione.

Da parte loro, naturalmente, i No Vax puntano l’indice contro Comune e ministero accusandoli di “censura”. «Prendiamo atto – si legge in un comunicato – con stupore e inquietudine della decisione del ministero della Salute di inviare i Nas negli uffici del Comune di Bari al fine di identificare l’agenzia responsabile della affissione di tre manifesti recanti un invito alla corretta informazione in ambito vaccinale. Come genitori informati e consapevoli ci sentiamo feriti da questi provvedimenti, che – qualora confermati – colpirebbero evidentemente la libertà di espressione, di coscienza, di pensiero, dopo che la legge 119, promulgata in gran fretta nel mese di luglio 2017, aveva già fatto man bassa della libertà di scelta e di cura, imponendo ai neonati e ai bambini tutti fino a 16 anni di età una batteria di vaccini mai imposta in alcun paese al mondo e mai sperimentata su alcun essere umano né cavia».

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