L’universo potrebbe nascondere passaggi spaziali tra galassie?
Un nuovo studio teorico propone un’ipotesi affascinante: i buchi neri potrebbero servire come portali cosmici, creando wormhole attraverso un processo chiamato “taglia e incolla”. Questa idea, pur essendo ancora nel regno della teoria, apre scenari sorprendenti sul futuro dell’astrofisica e del viaggio interstellare.

Una nuova teoria collega buchi neri e wormhole stabili
Gli scienziati Farooq Rahaman della Jadavpur University e Ari Dutta della Yeshiva University hanno esplorato la possibilità di generare un wormhole stabile unendo due buchi neri contenenti materia esotica, come la materia oscura.
Lo studio, accettato per la pubblicazione su International Methods of Geometrical Physics, propone un modello ispirato alla geometria quadridimensionale, simile alla struttura della bottiglia di Klein. Secondo i ricercatori, il wormhole potrebbe agire come un ponte attraverso lo spaziotempo, collegando due regioni lontane dell’universo.
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Per rendere questa idea plausibile, il team ha utilizzato la tecnica chiamata “taglia e incolla”, tipica della topologia, che permette di fondere due entità geometriche creando una nuova struttura continua. La materia esotica utilizzata nel modello assomiglia all’energia oscura, una sostanza ipotetica con densità energetica negativa, ritenuta indispensabile per mantenere aperto un wormhole.
I limiti teorici e le condizioni per la stabilità
Non tutti i buchi neri possono creare un wormhole. La ricerca indica che solo in condizioni fisiche ben precise può emergere una struttura stabile. In particolare, i parametri critici sono:
- La dimensione della “gola” del wormhole, ovvero il passaggio stesso.
- Alcuni valori fisici associati ai campi tensoriali, strumenti matematici che descrivono il comportamento della materia nello spaziotempo deformato.
Questi campi permettono di modellare lo spazio come una rete in cui ogni punto ha proprietà specifiche, e dove le particelle possono muoversi in modi differenti rispetto alla nostra realtà tridimensionale. In questo contesto, la simmetria locale viene interrotta, aprendo la porta a fenomeni che normalmente non osserviamo.
La configurazione ipotizzata richiede la presenza di materia non convenzionale. Senza di essa, la struttura collasserebbe su sé stessa, come già previsto da diverse teorie gravitazionali.

Conclusione: teoria affascinante ma ancora lontana dalla verifica
L’idea che i buchi neri possano fungere da generatori di wormhole resta, per ora, puramente teorica. Tuttavia, questo studio fornisce una nuova prospettiva su come la materia oscura e le proprietà geometriche dello spaziotempo potrebbero interagire.
Molte scoperte rivoluzionarie sono nate da intuizioni visionarie: anche se oggi questa teoria sembra fantascientifica, potrebbe gettare le basi per futuri sviluppi della fisica teorica.
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