Ti sei mai chiesto, guardando un aereo decollare, cosa ci sia davvero dentro i suoi serbatoi? La risposta non è così scontata come si potrebbe pensare. Gli aerei di linea moderni non usano benzina, ma un tipo di carburante specifico chiamato cherosene, noto tecnicamente come Jet Fuel.
Questo carburante è progettato per garantire massime prestazioni e sicurezza in condizioni estreme, come le bassissime temperature incontrate in alta quota. Il carburante per aerei più comune è il Jet A-1, un cherosene raffinato con proprietà molto diverse dalla benzina che mettiamo nelle nostre auto. La sua scelta non è casuale, ma dettata da precise esigenze di efficienza e sicurezza.
L’aviazione, però, sta attraversando una fase di profonda trasformazione, spinta dalla necessità di ridurre l’impatto ambientale. Per questo, accanto al tradizionale cherosene, si stanno facendo strada alternative molto più ecologiche.
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Perché proprio il cherosene? I segreti del Jet Fuel
A differenza dei motori a pistoni delle automobili, i moderni aerei di linea utilizzano motori a turbina (o a getto). Questi propulsori funzionano in modo diverso e richiedono un carburante con caratteristiche specifiche. Il cherosene di tipo Jet A-1 è la scelta prediletta per diverse ragioni fondamentali.
Innanzitutto, ha un punto di congelamento molto basso, solitamente intorno ai -47°C. Questa è una proprietà cruciale, considerando che a 10.000 metri di altitudine la temperatura esterna può scendere ben al di sotto dei -50°C. Un carburante che congela in volo bloccherebbe i motori, con conseguenze catastrofiche.
In secondo luogo, il Jet A-1 possiede un elevato punto di infiammabilità, circa 38°C. Questo lo rende molto meno volatile e più sicuro da maneggiare a terra rispetto alla benzina, il cui punto di infiammabilità è notevolmente più basso. Infine, offre un’alta densità energetica: a parità di peso, libera più energia rispetto ad altri combustibili, garantendo l’efficienza necessaria per coprire lunghe distanze.
Esistono diversi tipi di carburante per aerei?
Sì, il mondo dell’aviazione non si affida a un unico tipo di carburante. La scelta dipende principalmente dal tipo di motore che equipaggia il velivolo.
- Jet Fuel (Cherosene): Come abbiamo visto, è il re indiscusso dell’aviazione commerciale. Le varianti più diffuse sono il Jet A-1 (lo standard a livello mondiale) e il Jet A (utilizzato principalmente negli Stati Uniti). Esistono anche versioni militari, come il JP-8, con additivi specifici per le esigenze delle forze armate.
- Avgas (Benzina Avio): Gli aerei più piccoli, specialmente quelli da turismo o addestramento con motori a pistoni, utilizzano una benzina speciale chiamata Avgas (Aviation Gasoline). A differenza della benzina per auto, l’Avgas ha un numero di ottani più elevato e, in alcune formulazioni come la comune 100LL (Low Lead), contiene ancora piombo tetraetile per proteggere le valvole del motore.
Quanto costa fare il pieno a un aereo?
Il costo del carburante rappresenta una delle voci di spesa più significative per le compagnie aeree, incidendo per circa il 20-30% sui costi operativi totali. Il prezzo del Jet A-1 è volatile e varia in base al mercato petrolifero globale, ma possiamo fare una stima.
Un aereo di medie dimensioni come un Airbus A320 o un Boeing 737 può imbarcare oltre 20.000 litri di carburante. Considerando un prezzo medio che può oscillare intorno a 0,80-1,00 euro al litro (le compagnie aeree acquistano all’ingrosso a prezzi diversi da quelli al dettaglio), un pieno può facilmente superare i 20.000 euro. Per un colosso dei cieli come l’Airbus A380, la cifra può arrivare a superare i 250.000 euro.
Il futuro è sostenibile: cosa sono i SAF?
L’industria aeronautica è consapevole del proprio impatto ambientale e sta investendo massicciamente in una soluzione promettente: i Carburanti Sostenibili per l’Aviazione (SAF – Sustainable Aviation Fuels). Questi biocarburanti rappresentano l’alternativa più concreta al cherosene fossile per decarbonizzare il settore nel breve e medio termine.
I SAF sono prodotti da fonti rinnovabili, come:
- Oli da cucina usati
- Grassi animali
- Biomasse agricole e forestali
- Rifiuti solidi urbani
Il vantaggio principale è che possono ridurre le emissioni di CO2 fino all’80% durante il loro intero ciclo di vita rispetto al carburante tradizionale. Inoltre, sono progettati per essere “drop-in”, ovvero possono essere miscelati con il Jet A-1 e utilizzati negli aerei e nelle infrastrutture aeroportuali esistenti senza necessità di modifiche.
Compagnie come Eni, attraverso le sue bioraffinerie, stanno già producendo SAF, e normative come la “ReFuelEU Aviation” impongono una quota crescente di utilizzo di questi carburanti ecologici nei prossimi anni, segnando una rotta chiara verso un cielo più pulito.
Domande Frequenti (FAQ)
1. Che differenza c’è tra cherosene e benzina per aerei? Il cherosene (Jet Fuel) è usato nei motori a reazione degli aerei di linea e ha un punto di infiammabilità più alto e un punto di congelamento più basso per la sicurezza e l’efficienza in alta quota. La benzina avio (Avgas) è invece utilizzata nei motori a pistoni di aerei più piccoli e ha un numero di ottani superiore rispetto alla benzina per auto.
2. Gli aerei elettrici sono una realtà? Gli aerei completamente elettrici sono ancora in fase sperimentale, principalmente per voli a corto raggio e con pochi passeggeri. La sfida principale è la bassa densità energetica delle batterie attuali rispetto al cherosene. L’idrogeno e i carburanti sintetici (e-fuels) rappresentano altre aree di ricerca molto promettenti per il futuro dell’aviazione a zero emissioni.
3. Perché il carburante per aerei costa così tanto? Il costo del Jet A-1 dipende dal prezzo del petrolio greggio e dai processi di raffinazione, che sono complessi per garantire gli elevati standard di purezza e sicurezza richiesti. A questo si aggiungono i costi di logistica, stoccaggio e le tasse aeroportuali, che contribuiscono a formare il prezzo finale pagato dalle compagnie aeree.
4. Tutti gli aerei possono usare i biocarburanti (SAF)? Sì, i SAF sono progettati per essere chimicamente quasi identici al cherosene fossile. Possono essere miscelati con esso (attualmente fino al 50%) e utilizzati su quasi tutta la flotta aerea mondiale e con le attuali infrastrutture di rifornimento senza richiedere alcuna modifica tecnica ai velivoli o ai motori.
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