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Come Proteggere i Dati Personali Online

Angela Gemito Dic 28, 2025

L’era digitale ha trasformato il concetto di privacy in una sfida quotidiana. Ogni volta che apriamo un browser o sblocchiamo lo smartphone, lasciamo dietro di noi una scia di impronte digitali che aziende, inserzionisti e, purtroppo, malintenzionati sono pronti a raccogliere. Non si tratta solo di nascondere la propria cronologia di navigazione, ma di blindare la propria identità per evitare furti di dati che possono avere ripercussioni reali sulla vita finanziaria e privata.

Secondo il Rapporto Clusit 2024 sulla sicurezza informatica, gli attacchi cyber nel mondo sono aumentati del 12% in un solo anno, con una crescita esponenziale dei casi di phishing e ransomware. La domanda non è più se i nostri dati verranno messi a rischio, ma quando succederà e quanto saremo pronti a reagire.

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La base della difesa: Gestione delle password e autenticazione

Il primo punto di vulnerabilità è quasi sempre la porta d’ingresso: le credenziali di accesso. Utilizzare la stessa parola chiave per il conto bancario e per l’iscrizione a una newsletter è l’errore più comune e pericoloso. Se un database viene violato, i criminali utilizzano tecniche di credential stuffing per provare quella combinazione su centinaia di altri siti.

Per una protezione efficace dell’identità digitale, è fondamentale adottare un password manager affidabile come Bitwarden o 1Password. Questi strumenti permettono di generare stringhe alfanumeriche complesse senza doverle memorizzare. Tuttavia, la password da sola oggi non basta più.

L’adozione dell’autenticazione a due fattori (2FA) è il singolo passo più importante per mettere in sicurezza i propri account online. Invece di affidarsi ai classici SMS, che possono essere intercettati tramite il SIM swapping, è preferibile utilizzare app di autenticazione come Google Authenticator o chiavi fisiche come la YubiKey. Questo secondo livello di verifica garantisce che, anche se un hacker dovesse scoprire la vostra password, non riuscirebbe comunque ad accedere al profilo senza il possesso fisico del vostro dispositivo.


Navigazione sicura e l’illusione della modalità in incognito

Esiste un mito duro a morire: pensare che la “modalità in incognito” del browser renda invisibili. In realtà, questa funzione impedisce solo che la cronologia venga salvata sul computer locale, ma non nasconde la vostra attività al fornitore di servizi internet (ISP), al datore di lavoro o ai siti web che visitate.

Per navigare in modo anonimo e protetto, l’uso di una Virtual Private Network (VPN) di alta qualità è una scelta consigliata, specialmente quando ci si connette a reti Wi-Fi pubbliche in aeroporti o bar. Una VPN cripta il traffico dati, rendendolo illeggibile a chiunque tenti di intercettarlo tra il vostro dispositivo e il server di destinazione. Fonti autorevoli come la Electronic Frontier Foundation (EFF) suggeriscono inoltre l’installazione di estensioni che bloccano i tracker pubblicitari, i quali profilano costantemente le nostre abitudini di consumo.

Un altro aspetto spesso sottovalutato riguarda il protocollo HTTPS. Assicuratevi sempre che l’indirizzo del sito web inizi con il lucchetto chiuso. Sebbene oggi sia uno standard, molti siti di phishing utilizzano ancora connessioni non protette per catturare i dati inseriti nei moduli di contatto o di pagamento.


Social Network e la gestione della propria impronta digitale

I social media sono miniere d’oro per il social engineering. Spesso pubblichiamo informazioni apparentemente innocue, come il nome del nostro primo animale domestico o la via in cui siamo cresciuti, senza renderci conto che queste sono le risposte tipiche alle domande di sicurezza per il recupero delle password.

Per tutelare la privacy sui social network, è essenziale seguire questi passaggi:

  • Limitare la visibilità dei post solo agli amici stretti e non al pubblico generico.
  • Disattivare la geolocalizzazione nelle foto che caricate, poiché i metadati (EXIF) possono rivelare le coordinate esatte di casa vostra.
  • Revisionare le autorizzazioni delle app terze che hanno accesso al vostro profilo Facebook o Google. Spesso dimentichiamo di aver dato accesso a giochi o quiz che continuano a monitorare i nostri dati per anni.

Come affermato da Edward Snowden: “Dire che non ti importa della privacy perché non hai nulla da nascondere è come dire che non ti importa della libertà di parola perché non hai nulla da dire”. La privacy non è segretezza, è controllo.


Come proteggere i dati personali online dagli attacchi di phishing

Il phishing rimane la tecnica preferita dai criminali perché sfrutta l’anello più debole della catena: l’essere umano. Ricevere un’e-mail che sembra provenire dalla propria banca o da un servizio di spedizioni è un’esperienza comune. Questi messaggi giocano sull’urgenza o sulla paura per spingere l’utente a cliccare su un link malevolo.

Per evitare truffe informatiche e furti di dati, bisogna osservare con attenzione l’indirizzo e-mail del mittente. Spesso, dietro un nome visualizzato corretto, si nasconde un dominio sospetto (es. assistenza@poste-italiane-sicurezza.com invece di poste.it). Un’altra regola d’oro è non inserire mai dati sensibili partendo da un link ricevuto via mail o SMS; è sempre meglio digitare manualmente l’indirizzo ufficiale nel browser.

È inoltre vitale mantenere il sistema operativo e le applicazioni aggiornati. Gli aggiornamenti non servono solo a introdurre nuove funzioni, ma contengono spesso “patch” di sicurezza che chiudono falle scoperte recentemente dai ricercatori. Ignorare un aggiornamento di Windows, macOS, Android o iOS significa lasciare una porta aperta a malware progettati per rubare file e registrare ciò che scrivete sulla tastiera (keylogger).


La gestione dei cookie e del tracciamento web

Ogni volta che accettiamo tutti i cookie su un sito, stiamo acconsentendo a farci seguire da decine di aziende pubblicitarie. Esistono strumenti come Privacy Badger o motori di ricerca focalizzati sulla riservatezza come DuckDuckGo che limitano drasticamente questa pratica.

Per una gestione consapevole dei cookie e della privacy browser, è opportuno pulire periodicamente la cache e i dati di navigazione. Molte aziende utilizzano il fingerprinting del browser per identificarvi anche se cancellate i cookie, analizzando parametri come la risoluzione dello schermo, i font installati e la versione del software. Utilizzare browser orientati alla privacy, come Brave o Firefox con le giuste impostazioni, aiuta a mitigare questa sorveglianza silenziosa.


Riepilogo delle buone pratiche

Proteggersi nel mondo digitale non richiede di essere esperti di informatica, ma di adottare una mentalità prudente. I dati personali sono la valuta del ventunesimo secolo; trattateli con la stessa cura con cui trattereste il vostro portafoglio in una piazza affollata. Investire dieci minuti nella configurazione di un password manager o nell’attivazione della 2FA può risparmiare mesi di stress legati al recupero di un’identità rubata.


Domande Frequenti (FAQ)

Cosa devo fare se i miei dati sono stati coinvolti in una violazione? Se ricevi una notifica di data breach, la prima azione è cambiare immediatamente la password dell’account interessato e di tutti gli altri siti dove usavi la stessa credenziale. Monitora i tuoi estratti conto bancari per movimenti sospetti e utilizza servizi come “Have I Been Pwned” per verificare quali informazioni siano finite nel dark web.

Le VPN gratuite sono sicure per proteggere la propria navigazione? In genere è meglio evitarle. Gestire una rete di server ha costi elevati; se il servizio è gratuito, spesso il prodotto sei tu. Molte VPN gratuite vendono i dati di navigazione degli utenti a terzi o contengono malware. Per una sicurezza reale, è preferibile investire in servizi a pagamento con politiche certificate di “no-log”.

È davvero necessario cambiare le password ogni pochi mesi? La moderna cybersicurezza suggerisce che cambiare password frequentemente non è necessario se si usano chiavi lunghe, uniche e complesse. È molto più efficace utilizzare una password robusta generata da un gestore dedicato e attivare l’autenticazione a due fattori, piuttosto che cambiare continuamente una password debole che si finisce per dimenticare.

Come posso proteggere i miei dati quando uso lo smartphone? Assicurati di scaricare applicazioni solo dagli store ufficiali come Google Play o App Store. Controlla sempre i permessi richiesti: un’app di torcia non ha bisogno di accedere ai tuoi contatti o alla tua posizione. Utilizza sistemi di blocco biometrico (impronta o volto) e crittografia del disco, ormai standard sulla maggior parte dei dispositivi moderni.

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Angela Gemito

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Curiosa per natura e appassionata di tutto ciò che è nuovo, Angela Gemito naviga tra le ultime notizie, le tendenze tecnologiche e le curiosità più affascinanti per offrirtele su questo sito. Preparati a scoprire il mondo con occhi nuovi, un articolo alla volta!

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