Mentre le nevi di Davos accolgono i jet privati delle élite globali per l’apertura del World Economic Forum 2026, l’aria che si respira tra le Alpi svizzere non è mai stata così rarefatta. Gli analisti lo hanno già ribattezzato il vertice dello “strabismo collettivo”: un paradosso vivente dove un occhio osserva mercati azionari che toccano massimi storici e investimenti nell’Intelligenza Artificiale che superano i 2 trilioni di dollari, mentre l’altro non può ignorare un ordine mondiale che sembra sgretolarsi pezzo dopo pezzo.

Il paradosso di Davos: Crescita resiliente in un mondo fragile
Nonostante le previsioni funeste degli anni passati, l’economia globale regge, attestandosi su una crescita del 3%. È un dato che stride violentemente con i titoli di apertura dei quotidiani di oggi: dal blackout totale delle comunicazioni in Iran al deragliamento ferroviario in Andalusia, fino alle tensioni mai così alte per il controllo delle risorse in Groenlandia.
Davos 2026 si interroga proprio su questo: com’è possibile che la finanza e l’innovazione tecnologica continuino a correre in un ecosistema geopolitico così instabile? La risposta potrebbe risiedere nella natura stessa della ricchezza moderna, sempre più slegata dalla geografia fisica e sempre più dipendente da quella digitale.
L’IA al centro della scena: Oltre l’entusiasmo, verso il pragmatismo
Se il 2024 e il 2025 sono stati gli anni dello stupore per la Generative AI, il 2026 è l’anno della verità. Nei panel di oggi, il tema dominante non è più “cosa può fare l’IA”, ma “come può l’IA salvare i margini di profitto in un mondo in fiamme”. L’attenzione si è spostata sui “Reasoning Models”, sistemi capaci di risolvere problemi logici complessi per le imprese, promettendo un’efficienza che potrebbe compensare le perdite dovute alle interruzioni delle catene di approvvigionamento globali.
Tuttavia, il rischio di una bolla finanziaria aleggia sopra il centro congressi. Le aziende iniziano a pretendere ritorni concreti e sostenibilità ambientale. Non si tratta più solo di software, ma di infrastrutture: chi controlla i data center e l’energia per alimentarli controlla la nuova leva del potere.
Il fattore umano e l’ombra di Washington
L’ospite più atteso, seppur ingombrante, rimane la nuova amministrazione americana. Con il mandato di Jerome Powell alla Fed prossimo alla scadenza e la minaccia di dazi transatlantici che agita Bruxelles, Davos diventa il terreno di scontro per il futuro del multilateralismo. Il passaggio da un sistema a guida americana a “qualcosa di indefinito” è il dossier che scotta di più nelle cene riservate degli hotel di lusso.

Mentre i leader discutono di “intelligenza sovrana” e nuovi assi di sicurezza in Medio Oriente, la sensazione è che il sistema multilaterale stia lasciando il posto a un realismo difensivo dove ogni blocco – USA, UE, Cina – cerca di proteggere il proprio perimetro tecnologico e minerario.
Scenario futuro: Verso una stabilità asimmetrica?
Cosa dobbiamo aspettarci dai prossimi giorni? Il WEF 2026 potrebbe sancire la nascita di una “stabilità asimmetrica”. Un mondo dove le élite tecnologiche e finanziarie riescono a navigare sopra le crisi geopolitiche, creando una sorta di bolla di prosperità digitale impermeabile ai conflitti territoriali.
Ma quanto può durare una crescita che ignora il disordine? Il rischio è che lo “strabismo” diventi cecità. Se l’intelligenza artificiale diventa l’unico motore della crescita, il divario tra chi possiede gli algoritmi e chi subisce le crisi fisiche (climatiche, belliche, sociali) diventerà l’unica vera variabile politica dei prossimi anni.
Una chiusura aperta
In questo scenario, Davos non è più solo un raduno di miliardari, ma il laboratorio di una nuova forma di governo globale, meno basata sui trattati e più sui protocolli tecnologici. La domanda che resta sospesa tra le vette svizzere è se la tecnologia sarà il ponte per ricucire un mondo frammentato o il muro definitivo che separerà il progresso dal caos.
Le risposte che emergeranno da questa settimana a Davos definiranno non solo i portafogli degli investitori, ma la qualità della nostra convivenza civile nel resto del decennio.
Curiosa per natura e appassionata di tutto ciò che è nuovo, Angela Gemito naviga tra le ultime notizie, le tendenze tecnologiche e le curiosità più affascinanti per offrirtele su questo sito. Preparati a scoprire il mondo con occhi nuovi, un articolo alla volta!




