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La scienza e la fede si interrogano su chi veglia davvero su di noi

Angela Gemito Feb 5, 2026

L’idea che non siamo mai veramente soli, che esista una presenza benevola incaricata di vegliare sui nostri passi più incerti, è uno dei concetti più antichi e universali della storia umana. Non importa quanto la società diventi tecnologica o quanto il metodo scientifico provi a mappare ogni angolo della realtà: la figura dell’angelo custode rimane ancorata nell’immaginario collettivo con una resilienza sorprendente. Ma da dove nasce questa convinzione? È solo un meccanismo di difesa psicologico contro l’imprevedibilità del destino, o stiamo toccando le corde di una dimensione che la logica non ha ancora imparato a misurare?

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Una genealogia della protezione: non solo ali e piume

Sebbene l’iconografia classica ci restituisca immagini di figure alate avvolte in vesti candide, la genesi dell’angelo custode è molto più stratificata. Se guardiamo alla tradizione giudaico-cristiana, gli angeli sono messaggeri (mal’akh in ebraico, angelos in greco), intermediari tra l’assoluto e il relativo. Tuttavia, il concetto di una guida personale specifica è un’evoluzione successiva che trova radici anche nel pensiero filosofico greco.

Platone, nel Fedone, parlava del daimon, un’entità assegnata a ogni anima prima della nascita per guidarla attraverso la vita e condurla nell’aldilà. Non era un’entità necessariamente esterna, ma una sorta di “genio” che custodiva il destino individuale. Questa convergenza tra filosofia e spiritualità suggerisce che l’essere umano abbia sempre sentito il bisogno di personificare la propria intuizione o la propria fortuna.

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La prospettiva delle neuroscienze: la “Presenza Aliena”

Negli ultimi decenni, la scienza ha provato a dare un nome diverso a queste esperienze. Esiste un fenomeno documentato dai neurologi chiamato “Sindrome del Terzo Uomo”. Si verifica spesso in condizioni di estremo stress fisico o psicologico: scalatori in solitaria su vette himalayane, naufraghi o sopravvissuti a catastrofi naturali riportano spesso di aver avvertito una presenza accanto a loro che forniva indicazioni vitali, incoraggiamento o un senso di calma assoluta.

Gli scienziati ipotizzano che, sotto pressione estrema, il cervello possa proiettare una parte di sé all’esterno per gestire il trauma. È un meccanismo di sopravvivenza sofisticato: la mente “sdoppia” la propria consapevolezza per darsi ordini e non cedere alla disperazione. Eppure, per chi vive quell’esperienza, la sensazione non è quella di un’allucinazione, ma di un incontro reale con un protettore esterno. Il confine tra la chimica del cervello e la manifestazione di un ordine superiore rimane, per molti, un territorio grigio affascinante.

Esempi concreti: tra cronaca e misticismo

La storia è costellata di episodi in cui la “coincidenza” o l’intervento “angelico” hanno deviato il corso degli eventi. Pensiamo a figure come Padre Pio, che descriveva il suo angelo come un compagno d’infanzia con cui dialogare quotidianamente, o a racconti meno noti ma altrettanto potenti che emergono dalle testimonianze dei soccorritori.

Un caso emblematico spesso citato riguarda incidenti stradali in cui testimoni oculari riferiscono di aver visto qualcuno aiutare una vittima a uscire dalle lamiere, per poi veder svanire quella persona nel nulla non appena arrivano i soccorsi ufficiali. Sebbene la spiegazione razionale tenda a identificare questi “angeli” con passanti anonimi che preferiscono non apparire, l’impatto psicologico sulla vittima trasforma l’evento in un momento di svolta spirituale. È il valore dell’impatto, più che la prova empirica, a definire la realtà dell’angelo per chi lo riceve.

L’impatto sulla vita quotidiana: il custode come archetipo

Al di là del dibattito sulla loro esistenza oggettiva, gli angeli custodi svolgono una funzione psicologica e sociale fondamentale. Rappresentano l’incarnazione della speranza e della resilienza. Credere in un custode significa accettare che, nonostante la nostra fragilità, siamo considerati “degni” di protezione.

  • Senso di sicurezza: Riduce l’ansia esistenziale legata alla solitudine.
  • Responsabilità morale: In molte tradizioni, l’angelo è anche un testimone delle nostre azioni, stimolando una condotta più etica.
  • Intuizione: Spesso etichettiamo come “angelo custode” quella voce interiore che ci dice di rallentare prima di un incrocio o di non fidarci di una situazione apparentemente sicura.

In questo senso, l’angelo è la metafora perfetta della nostra capacità di connetterci con una saggezza che trascende il nostro ego razionale.

Verso un nuovo paradigma: fisica quantistica e dimensioni nascoste

Mentre la teologia si occupa del “perché” e la psicologia del “come ci sentiamo”, la fisica teorica sta iniziando a esplorare scenari che potrebbero, un giorno, offrire una cornice spaziale a queste presenze. Le teorie sulle dimensioni extra della teoria delle stringhe o il concetto di entanglement quantistico suggeriscono che la realtà sia molto più affollata e interconnessa di quanto i nostri cinque sensi possano percepire.

Se esistessero piani di realtà paralleli o frequenze vibrazionali diverse, l’idea di esseri che interagiscono con noi senza essere costantemente visibili non sarebbe più confinata al regno della fantasia, ma diventerebbe un’ipotesi di lavoro scientifico. Non siamo ancora a una dimostrazione, ma la porta della possibilità non è mai stata così socchiusa.

Una domanda che resta aperta

Esistono davvero gli angeli custodi? La risposta dipende, forse, dal livello di realtà su cui scegliamo di focalizzarci. Se cerchiamo un’entità biologica con ali piumate, la ricerca potrebbe rivelarsi vana. Ma se intendiamo l’angelo come una forza – interna o esterna – che interviene nei momenti di massima vulnerabilità per proteggere la scintilla della vita, allora la loro esistenza è confermata da migliaia di anni di testimonianze umane.

La vera domanda non è se esistano, ma come cambierebbe la nostra percezione della vita se accettassimo l’idea che ogni nostro passo è osservato con benevolenza. Siamo pronti a riconoscere i segnali sottili che la quotidianità ci invia, o siamo troppo accecati dal rumore del mondo per accorgerci di un sussurro?

L’esplorazione di questo mistero tocca i vertici della filosofia, i confini della medicina d’urgenza e le profondità dell’anima. Resta da capire se questi custodi siano proiezioni del nostro potenziale più alto o i veri architetti invisibili della nostra sopravvivenza.

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Angela Gemito

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Curiosa per natura e appassionata di tutto ciò che è nuovo, Angela Gemito naviga tra le ultime notizie, le tendenze tecnologiche e le curiosità più affascinanti per offrirtele su questo sito. Preparati a scoprire il mondo con occhi nuovi, un articolo alla volta!

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