La canzone perduta, il dramma curdo visto da Erol Mintaş

Eleonora Gitto

Approda nelle sale cinematografiche italiane dal 24 marzo il film “La canzone perduta” di Erol Mintaş.

La storia raccontata dal giovane regista curdo Erol Mintaş parla di un giovane maestro curdo di nome Ali, interpretato da Feyyaz Duman e della madre Nigar, impersonata da Zubeyde Ronahi.

E’ una storia tenera che, anche se non ambientata nel Kurdistān, lascia sullo sfondo tutta la drammaticità della questione curda.

I due protagonisti scappano dal villaggio natio e finiscono nell’estrema periferia di Istanbul, luogo in cui vivono ghettizzati molti rifugiati curdi. Lui tenta di riprendere una vita normale, Scrive, insegna, si fidanza.

La mamma, invece, vive nell’ansia di ritornare nel villaggio natio. E la sua vita è un continuo preparare i bagagli per ritornare a casa.

Ali, per rendere meno dolente la vita della mamma, cerca disperatamente di ritrovare “La canzone perduta”, un brano che la genitrice vorrebbe riascoltare ma che nessuno sembra ricordare.

“Sono un curdo cresciuto in Turchia – spiega il regista – negli anni Novanta, quando tutti i legami dei curdi con la loro lingua materna erano stati tagliati. Per me, mia madre è stata di fondamentale importanza per mantenere viva la mia lingua”.

“Mi raccontava – continua Erol Mintaş – tante storie e forse questo mi ha fatto sentire il bisogno di fare lo stesso. Ci sono molte persone come la madre di Ali, che hanno dovuto lasciare le loro case. Da questo è nata l’idea del film”.

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