Nel mondo del lavoro in rapida evoluzione, l’intelligenza artificiale sta rivoluzionando le opportunità per i giovani laureati. Mentre le posizioni entry-level si riducono, distinguersi è diventato essenziale. Greg Hart, CEO di Coursera, suggerisce una strategia concreta per affrontare il cambiamento.

L’AI minaccia i lavori junior: serve una nuova strategia
L’intelligenza artificiale non è più solo un trend: è una forza che sta ridefinendo il mercato del lavoro. Secondo un sondaggio del Chartered Institute of Personnel and Development (CIPD), il 62% dei datori di lavoro britannici prevede che le posizioni entry-level saranno le prime ad essere automatizzate.
Nel frattempo, i numeri raccontano una realtà preoccupante. In media, 1,2 milioni di candidati si contendono 17.000 posti per laureati. Con aziende come Amazon e Salesforce che tagliano migliaia di posti sfruttando l’AI, emergere diventa sempre più difficile.
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La competizione è feroce e i requisiti stanno cambiando. I recruiter non cercano solo titoli, ma anche intraprendenza, adattabilità e desiderio di crescita. I laureati non vengono più selezionati solo per il curriculum, ma soprattutto per le qualità personali e la proattività dimostrata.
Microcredenziali: il vantaggio competitivo nell’era digitale
Greg Hart, CEO di Coursera, è chiaro: affiancare microcredenziali alla laurea è oggi fondamentale. Questi corsi brevi, mirati e certificati offrono una preparazione pratica e aggiornabile rapidamente. Non sostituiscono una laurea, ma la potenziano.
Un micro-certificato dimostra al datore di lavoro due cose: che sei motivato e che possiedi competenze attuali, richieste dal mercato. Che si tratti di AI applicata alla finanza, marketing digitale o programmazione, integrare le competenze è il nuovo standard per essere assunti.
Secondo il report “Skills on the Rise” di LinkedIn, la conoscenza dell’intelligenza artificiale è oggi la competenza più inserita nei profili professionali. I giovani che si aggiornano in modo autonomo vengono percepiti come più pronti ad affrontare le sfide tecnologiche.
Hart suggerisce di scegliere micro-corsi rilevanti per il proprio settore, come ad esempio l’intelligenza artificiale applicata all’ambito scelto di studi. In questo modo, il valore del titolo accademico aumenta, così come la visibilità del candidato.

Personalità e iniziativa: ciò che i recruiter vogliono davvero
Quando un’azienda assume un neolaureato, sa che non avrà anni di esperienza. Ecco perché, secondo Hart, le soft skills contano quanto – se non più – delle competenze tecniche.
Essere proattivi, curiosi, capaci di apprendere in autonomia e collaborare sono qualità essenziali. Mostrare iniziativa iscrivendosi a corsi aggiuntivi è una delle migliori strategie per farsi notare.
Durante un colloquio, non basta elencare competenze tecniche. I recruiter vogliono vedere energia, passione, capacità di risolvere problemi e voglia di imparare. Un micro-certificato aggiornato in un ambito strategico comunica tutto questo.
Conclusione
Nel mondo post-AI, il solo titolo universitario non è più sufficiente. Per restare competitivi, i giovani laureati devono dimostrare flessibilità, impegno e aggiornamento costante. Le microcredenziali rappresentano una risposta concreta e accessibile a questa nuova esigenza.
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