L’idea che la monogamia sia un porto sicuro e definitivo si scontra oggi con una realtà psicologica più fluida e complessa. Se un tempo il matrimonio o la convivenza rappresentavano il traguardo finale, oggi molti sembrano mantenere una “uscita di sicurezza” emotiva sempre aperta. Non si tratta di una semplice fantasia su una celebrità, ma di una persona reale, presente nella propria cerchia sociale, pronta a diventare il nuovo porto d’approdo qualora le cose dovessero cambiare.

I numeri del “Back-up Partner”: uomini e donne a confronto
Le dinamiche relazionali contemporanee suggeriscono che avere un partner di riserva in una coppia non è più un tabù isolato, ma una strategia di sopravvivenza emotiva adottata da una fetta consistente della popolazione. I dati raccolti da Talker Research su un campione di oltre 1.200 americani rivelano uno scenario che scuote le fondamenta del romanticismo tradizionale.
Secondo lo studio, il 19% degli uomini ammette di avere una persona per cui lascerebbe il partner attuale, una percentuale significativamente più alta rispetto al 12% registrato tra le donne. Questo dato suggerisce che la popolazione maschile potrebbe essere più incline a mantenere quello che in gergo psicologico viene definito “back-up partner”. Tuttavia, la questione non riguarda solo il desiderio di fuga. Un americano su cinque dichiara apertamente di non considerare il proprio compagno o compagna come l’anima gemella, aprendo un vuoto emotivo che spesso viene colmato da figure esterne.
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Interessante è il posizionamento dei Millennials. Nonostante la precarietà dei tempi moderni, questa generazione rimane la più legata al concetto ideale di anima gemella. Eppure, proprio questa ricerca della perfezione sembra alimentare la tendenza a tenere un giocatore di riserva nella vita privata, quasi come se la realtà quotidiana non riuscisse mai a eguagliare l’ideale immaginato.
La psicologia dietro la “ruota di scorta” emotiva
Perché sentiamo il bisogno di un piano B? Lo psicologo clinico Adam Horvath spiega che la tensione tra l’impegno preso e il desiderio di novità è una componente intrinseca della natura umana. L’attrazione per persone esterne alla relazione non scompare magicamente con la firma di un contratto o l’inizio di una convivenza. La differenza cruciale risiede nel confine tra il pensiero e l’azione.
Molte persone utilizzano la figura del partner di riserva come uno specchio. Quando iniziamo a confrontare il partner reale con la fantasia di qualcun altro, stiamo proiettando all’esterno le nostre mancanze interne. Se il compagno attuale rappresenta la stabilità e la routine, il “giocatore di riserva” incarna solitamente la novità, la giocosità e quella comprensione spontanea che il tempo sembra aver logorato nel rapporto primario.
Mantenere questa porta aperta può essere interpretato come un segnale di allarme per la solidità della relazione. Quando i confini emotivi diventano troppo permeabili, il rischio è che il legame principale non venga più alimentato da una scelta attiva, ma vissuto come una situazione temporanea in attesa di “meglio”.
La scelta consapevole come antidoto all’incertezza
Riconoscere di avere una predilezione o un interesse latente per un’altra persona non decreta necessariamente la fine di un amore. La trasparenza con se stessi è il primo passo per evitare che un’attrazione innocua si trasformi in un comportamento distruttivo. Essere onesti sulle ragioni per cui esiste quella “porta di emergenza” permette di capire cosa manca realmente nel presente.

In molti casi, la scelta di restare in una relazione seria deve essere un atto quotidiano e intenzionale. Senza questa consapevolezza, il rischio è di vivere in uno stato di perenne attesa, dove l’attuale partner è solo un segnaposto temporaneo. La vera sfida delle coppie moderne non è l’assenza di tentazioni, ma la capacità di investire nel legame esistente, rendendo superflua qualsiasi alternativa esterna.
Per approfondire le dinamiche legate alla psicologia delle relazioni e alla stabilità emotiva, è possibile consultare le analisi dettagliate su portali autorevoli come Psychology Today o monitorare i nuovi trend sociali su StudyFinds.
FAQ – Domande Frequenti
Cosa si intende esattamente per “partner di riserva”? Si tratta di una persona reale conosciuta dal soggetto (amico, collega o ex) che viene mantenuta in una “zona grigia” affettiva. Non è necessariamente un tradimento fisico, ma la consapevolezza che, se quella persona mostrasse interesse, si sarebbe disposti a interrompere la relazione attuale per iniziare un nuovo legame con lei.
Perché gli uomini sembrano più inclini a questa pratica? I dati mostrano che il 19% degli uomini ammette di avere un piano B contro il 12% delle donne. Le ragioni possono essere molteplici, dalla ricerca di conferme esterne alla difficoltà di gestire i conflitti nel rapporto primario, preferendo una via d’uscita pronta invece di affrontare il lavoro emotivo necessario.
Avere un partner di riserva significa che la relazione è finita? Non necessariamente, ma è un forte indicatore di insoddisfazione. Spesso indica che mancano elementi come la novità o la giocosità nel rapporto principale. Se riconosciuto in tempo, può essere lo stimolo per parlare apertamente con il partner e ristabilire confini più chiari e sani.
Cosa fare se ci si accorge di avere un “piano B”? La priorità è l’onestà intellettuale. Bisogna chiedersi cosa rappresenti quella persona: è un reale interesse o solo la fuga da un problema irrisolto? Consultare uno specialista o dedicarsi alla comunicazione di coppia può aiutare a capire se vale la pena investire ancora nel presente o chiudere il rapporto.
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