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Il lato oscuro del web: perché ogni tua mossa online viene tracciata dai cookie

Angela Gemito Dic 30, 2025

Navigare su internet oggi è un po’ come camminare sulla neve fresca: ogni passo lascia un’impronta. Non importa quanto tu sia veloce o discreto, c’è sempre un piccolo file di testo pronto a registrare il tuo passaggio. Questi strumenti, tecnicamente chiamati HTTP cookie, sono diventati l’architrave dell’economia digitale moderna, trasformando il comportamento degli utenti in una merce preziosa.

Ma perché siamo arrivati al punto in cui i cookie tracciano gli utenti in modo così capillare? Non si tratta solo di “ricordare” cosa hai messo nel carrello di un e-commerce, ma di costruire un profilo psicografico dettagliato che definisce chi sei, cosa desideri e, soprattutto, cosa sei disposto a comprare.

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L’evoluzione del tracciamento: da necessità tecnica a strumento di sorveglianza

Alle origini del web, i siti non avevano “memoria”. Ogni volta che caricavi una pagina, il server ti vedeva come un perfetto sconosciuto. Nel 1994, Lou Montulli, un ingegnere di Netscape, inventò i cookie proprio per risolvere questo problema: permettere ai siti di mantenere uno stato, come restare loggati o conservare gli oggetti in un carrello.

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Oggi, però, la situazione è radicalmente cambiata. Esistono diverse tipologie di marcatori che operano dietro le quinte:

  1. Cookie di prima parte: Sono quelli installati direttamente dal sito che stai visitando. Servono a migliorare l’esperienza d’uso (lingua, preferenze, sessione).
  2. Cookie di terze parti: Questi sono i veri responsabili del monitoraggio invasivo. Vengono inseriti da domini esterni (come Facebook o Google) mentre ti trovi su un altro sito. Sono loro a permettere il famigerato tracciamento pubblicitario comportamentale.

Secondo uno studio del Reuters Institute, la maggior parte dei siti di informazione ospita mediamente decine di cookie di terze parti, creando una rete invisibile che scambia dati in millisecondi attraverso il processo di Real-Time Bidding.


Il valore economico dei tuoi dati personali

Dietro ogni banner pubblicitario che sembra “leggerti nel pensiero” c’è un’industria da miliardi di dollari. Le aziende hanno bisogno di sapere perché i cookie tracciano gli utenti per ottimizzare il loro ritorno sull’investimento (ROI).

Il profiling degli utenti

Quando visiti un blog di viaggi e subito dopo vedi offerte di voli su Instagram, non è un caso. È il risultato del profiling degli utenti tramite cookie. Gli inserzionisti aggregano dati provenienti da migliaia di siti diversi per capire:

  • La tua fascia di reddito.
  • I tuoi orientamenti politici e religiosi.
  • Il tuo stato di salute (basato sulle ricerche mediche effettuate).
  • Le tue abitudini d’acquisto future.

Come affermato da Shoshana Zuboff nel suo saggio Il capitalismo della sorveglianza, questa pratica non serve solo a prevedere il futuro, ma a modellarlo, spingendo gli utenti verso determinati comportamenti di consumo.


Sicurezza e Privacy: i rischi del monitoraggio costante

Non è solo una questione di fastidio per la pubblicità invadente. Il tracciamento degli utenti online solleva seri dubbi sulla sicurezza informatica. I cookie possono essere intercettati (session hijacking) o utilizzati per attacchi di tipo Cross-Site Request Forgery (CSRF).

Inoltre, la concentrazione di così tanti dati in mano a pochi giganti tecnologici crea un rischio sistemico. Se un database di profili utente venisse violato, le informazioni potrebbero essere usate per furti d’identità o manipolazioni sociali. Le normative come il GDPR (General Data Protection Regulation) in Europa hanno cercato di porre un freno, obbligando i siti a richiedere il consenso esplicito, ma la strada verso la trasparenza è ancora lunga.

“La privacy non è un’opzione, e non dovrebbe essere il prezzo che paghiamo per accedere a internet.” — Gary Kovacs, esperto di sicurezza informatica.


Il futuro del tracciamento senza cookie

Il mondo sta cambiando. Browser come Safari e Firefox bloccano già di default i cookie di terze parti, e Google Chrome ha avviato un piano (seppur travagliato) per eliminarli gradualmente attraverso l’iniziativa Privacy Sandbox.

Questo non significa che il tracciamento finirà, ma che diventerà più sofisticato. Si parla già di:

  • Fingerprinting del browser: Una tecnica che identifica un utente in base alle caratteristiche uniche del suo hardware e software (risoluzione schermo, font installati, versione del sistema operativo).
  • Targeting contestuale: Tornare a mostrare annunci basati sul contenuto della pagina anziché sui dati dell’utente (un approccio molto più rispettoso della privacy).

Adottare strategie di protezione della privacy online è diventato fondamentale. Utilizzare motori di ricerca come DuckDuckGo o browser come Brave può ridurre drasticamente la quantità di dati ceduti involontariamente a terzi.


Perché i brand continuano a usare i cookie?

Per un’azienda, rinunciare ai cookie significa navigare al buio. Senza di essi, è quasi impossibile misurare l’efficacia di una campagna marketing o capire quale percorso compie un utente prima di un acquisto. La sfida del prossimo decennio sarà trovare un equilibrio tra la necessità di analisi dei dati web e il diritto fondamentale dell’individuo a non essere pedinato digitalmente.

Molti siti autorevoli, come quelli della Electronic Frontier Foundation (EFF), sottolineano come l’eccessiva dipendenza dai dati abbia creato un ecosistema fragile, dove la fiducia dell’utente è ai minimi storici. Ricostruire questa fiducia richiede una trasparenza totale su quali dati vengono raccolti e, soprattutto, per quanto tempo vengono conservati.


Domande Frequenti (FAQ)

Posso cancellare i cookie senza danneggiare il mio computer?

Assolutamente sì. Eliminare periodicamente i file temporanei dal browser è una pratica consigliata per la sicurezza. L’unico inconveniente è che dovrai reinserire le password sui siti che visiti abitualmente e le tue preferenze (come il tema scuro o la lingua) potrebbero essere ripristinate ai valori predefiniti.

Qual è la differenza tra cookie tecnici e di profilazione?

I cookie tecnici sono strettamente necessari per far funzionare il sito, come quelli che gestiscono l’accesso a un’area riservata. I cookie di profilazione, invece, servono a monitorare i tuoi interessi e le tue abitudini di navigazione per scopi di marketing, creando un archivio digitale delle tue azioni online.

Come faccio a sapere quali siti mi stanno tracciando?

Puoi utilizzare estensioni del browser come Ghostery o uBlock Origin, che mostrano in tempo reale quanti e quali tracker sono attivi su una pagina web. Inoltre, la maggior parte dei browser moderni permette di visualizzare l’elenco completo dei cookie memorizzati nelle impostazioni di privacy e sicurezza.

La modalità in incognito blocca i cookie?

La modalità di navigazione anonima impedisce al browser di salvare la cronologia e i cookie sul tuo dispositivo dopo la chiusura della finestra. Tuttavia, non ti rende invisibile ai siti web, al tuo fornitore di servizi internet (ISP) o al tuo datore di lavoro, che possono comunque monitorare l’attività.

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Angela Gemito

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Curiosa per natura e appassionata di tutto ciò che è nuovo, Angela Gemito naviga tra le ultime notizie, le tendenze tecnologiche e le curiosità più affascinanti per offrirtele su questo sito. Preparati a scoprire il mondo con occhi nuovi, un articolo alla volta!

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