Un pianeta gassoso dalla forma sorprendentemente simile a un limone ha catturato l’attenzione degli scienziati. PSR J2322–2650b, questo il suo nome, non solo sfida le leggi della formazione planetaria, ma potrebbe riscrivere ciò che sappiamo sull’evoluzione degli esopianeti.

Un pianeta gassoso che non dovrebbe esistere
PSR J2322–2650b è un esopianeta situato a circa 750 anni luce dalla Terra, con una particolarità unica: ha una forma ellissoidale simile a un limone. Questa deformazione è causata dalla fortissima gravità della stella attorno a cui orbita: una stella di neutroni di tipo pulsar, una delle entità più estreme e pericolose dell’universo.
La distanza che lo separa da questa stella è minima: solo 1,5 milioni di chilometri, molto inferiore alla distanza Terra-Sole. In questo spazio ridotto, il pianeta completa la sua orbita in appena sette ore e otto minuti, raggiungendo una velocità tale da creare sbalzi termici estremi: 650°C di notte e oltre 2000°C di giorno.
- Cosa accade davvero negli ultimi istanti? I 5 segnali che la scienza ha finalmente decodificato
- Non è come te l’hanno raccontata: la vera storia della Massoneria
- E se il prossimo terremoto fosse avvenuto nel 1800?
A rendere ancora più insolito questo mondo è la sua composizione atmosferica. Gli scienziati hanno rilevato una presenza dominante di carbonio molecolare ed elio, un fenomeno mai osservato prima. Non si trovano invece le classiche molecole di metano, acqua o anidride carbonica.
Un diamante tra le stelle: atmosfera e struttura sorprendenti
La scoperta è ancora più straordinaria per via della presenza di una nube di fuliggine sospesa sopra l’atmosfera del pianeta, che si condensa in diamanti nelle profondità del gigante gassoso. Secondo il team guidato dal Dott. Michael Zhang dell’Università di Chicago, questa composizione rappresenta “una tipologia atmosferica mai vista in natura”.
Ad oggi, tra i circa 6.000 esopianeti conosciuti, PSR J2322–2650b è l’unico gigante gassoso a orbitare così vicino a una stella di neutroni. La forza gravitazionale e le radiazioni gamma sprigionate dalla pulsar sono tali da minacciare costantemente la sopravvivenza del pianeta, eppure esso resiste, deformandosi e adattandosi in modo straordinario.

Il grande enigma resta però la sua origine. Nessuna delle teorie attuali spiega l’assenza quasi totale di ossigeno e azoto, elementi chiave nella formazione dei pianeti. Una delle ipotesi suggerisce un processo di cristallizzazione interna del carbonio e dell’ossigeno durante il raffreddamento, ma non chiarisce tutti gli aspetti rilevati.
Conclusione
La scoperta di PSR J2322–2650b apre nuove domande sulla formazione e sopravvivenza degli esopianeti in ambienti estremi. La sua esistenza, composizione e forma sfidano le attuali teorie dell’astrofisica.
Per approfondire le scoperte più recenti su questo e altri esopianeti, consigliamo di consultare fonti autorevoli come:
Curiosa per natura e appassionata di tutto ciò che è nuovo, Angela Gemito naviga tra le ultime notizie, le tendenze tecnologiche e le curiosità più affascinanti per offrirtele su questo sito. Preparati a scoprire il mondo con occhi nuovi, un articolo alla volta!




