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Il lutto non è quello che pensi: le 5 fasi che spiegano perché ti senti così

Angela Gemito Feb 11, 2026

Il dolore non è un evento, è un processo. È una terra incognita che, prima o poi, ognuno di noi si trova a dover attraversare. Eppure, nonostante la sua universalità, rimane uno dei temi più fraintesi della psicologia moderna. Spesso pensiamo al lutto come a una scala dritta: si sale un gradino alla volta fino a raggiungere la “guarigione”. La realtà, tuttavia, è molto più simile a un labirinto o a un mare in tempesta, dove le onde si infrangono senza un ordine apparente.

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Comprendere la struttura psicologica della perdita non serve a “velocizzare” il processo — il dolore non ha scorciatoie — ma aiuta a dare un nome a quel caos emotivo che altrimenti rischierebbe di travolgerci. Il modello più celebre, quello delle “cinque fasi”, elaborato dalla psichiatra Elisabeth Kübler-Ross nel 1969, è ancora oggi il nostro punto di riferimento, ma la scienza contemporanea ne ha sfumato i contorni, rendendolo uno strumento più flessibile e umano.

L’illusione della linearità

Prima di addentrarci nell’analisi, è fondamentale smontare un mito: le fasi non sono cronologiche. Non si passa necessariamente dalla fase A alla fase B per finire nella C. Si può fluttuare, tornare indietro, o saltare intere tappe. Il lutto è un’esperienza soggettiva che risente della nostra storia, del tipo di legame interrotto e delle nostre risorse emotive.

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1. La Negazione: Il guscio protettivo

La prima reazione alla perdita è spesso lo stordimento. La mente, colpita da un trauma troppo grande per essere elaborato istantaneamente, mette in atto un meccanismo di difesa: l’incredulità. “Non è possibile”, “Non sta succedendo a me”.

Questa fase non è una fuga dalla realtà per codardia, ma un ammortizzatore psicologico necessario. Permette di dosare l’impatto del dolore, lasciando filtrare solo la quantità di sofferenza che siamo in grado di gestire in quel preciso istante. È una sorta di anestesia emotiva che ci aiuta a sopravvivere ai primi, terribili momenti della perdita.

2. La Rabbia: Il dolore che cerca un colpevole

Quando la negazione svanisce, la realtà irrompe con violenza, portando con sé una rabbia viscerale. È una fase delicata perché spesso viene proiettata verso l’esterno: verso i medici, verso Dio, verso i familiari o persino verso la persona che non c’è più, colpevole di averci “abbandonato”.

Sotto la rabbia, però, si nasconde quasi sempre un senso di impotenza totale. La rabbia è, paradossalmente, una fase più “vitale” della negazione: è un tentativo della mente di riprendere il controllo, di dare una direzione a un’energia psichica che non sa dove approdare. Riconoscere questa rabbia come una manifestazione del legame d’amore è il primo passo per non lasciarsene consumare.

3. La Contrattazione: L’ultimo tentativo di controllo

Forse la fase meno discussa, la contrattazione (o patteggiamento) è un momento di “negoziazione” interiore. Cerchiamo di capire cosa avremmo potuto fare diversamente: “Se solo fossi uscito prima”, “Se avessi detto quelle parole”.

È una fase dominata dal senso di colpa e dai “se”. È il tentativo disperato della mente di riscrivere il passato per evitare il dolore del presente. In questa fase, l’individuo cerca di trovare un accordo con la realtà, sperando quasi in un miracolo o in un ritorno alla normalità in cambio di un cambiamento personale o di un sacrificio.

4. La Depressione: Il peso del vuoto

Qui il dolore si fa silenzioso. Non è la depressione clinica intesa come patologia, ma una risposta appropriata a una grande perdita. Ci si sente pesanti, apatici, privi di scopo. La realtà è finalmente compresa nella sua interezza: la perdita è reale e definitiva.

In questa fase si tende all’isolamento. È il momento del pianto profondo, della stanchezza che non passa con il sonno. Sebbene sia il periodo più buio, è anche quello in cui inizia la vera elaborazione. È nel vuoto della depressione che iniziamo a congedarci dal legame fisico per iniziare a costruire quello della memoria.

5. L’Accettazione: Una nuova navigazione

L’accettazione non coincide con la felicità, né con la dimenticanza. Accettare significa semplicemente riconoscere che la realtà è cambiata permanentemente e che dobbiamo imparare a vivere in questo nuovo mondo.

È una fase di pace relativa, non di rassegnazione passiva. Si inizia a guardare avanti, non perché il dolore sia scomparso, ma perché abbiamo trovato un posto dove riporlo. La cicatrice resta, ma smette di sanguinare a ogni respiro. Si ricomincia a investire nelle relazioni e nella vita, portando con sé il bagaglio dell’esperienza vissuta.

L’impatto sociale: Il lutto nel XXI secolo

Oggi viviamo in una società che tende a patologizzare il dolore o a nasconderlo. La velocità dei ritmi lavorativi e la sovraesposizione dei social media ci impongono di “andare avanti” quasi istantaneamente. Questo crea un corto circuito: se non ci permettiamo di attraversare le fasi, il lutto rischia di diventare “congelato” o cronico.

Comprendere questi passaggi ha un impatto profondo non solo su chi soffre, ma anche su chi sta vicino. Sapere che la rabbia di un amico non è un attacco personale, o che il silenzio di un familiare non è disinteresse, cambia radicalmente il modo in cui offriamo supporto.

Verso una sesta fase?

Negli ultimi anni, alcuni studiosi (tra cui David Kessler, che collaborò con la Kübler-Ross) hanno suggerito l’esistenza di una sesta fase: la ricerca di significato. Non basta accettare la perdita; per guarire davvero, l’essere umano ha bisogno di dare un senso a ciò che è accaduto. Trasformare il dolore in qualcosa di costruttivo — un’associazione, un’opera d’arte, un cambio di vita radicale — è spesso la chiave per una rinascita completa.

Il dolore ci trasforma. Non torniamo mai a essere le persone che eravamo prima della perdita, ma attraverso la comprensione di questo viaggio interiore, possiamo sperare di diventare persone più consapevoli, empatiche e, in ultima analisi, resilienti.

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Angela Gemito

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Curiosa per natura e appassionata di tutto ciò che è nuovo, Angela Gemito naviga tra le ultime notizie, le tendenze tecnologiche e le curiosità più affascinanti per offrirtele su questo sito. Preparati a scoprire il mondo con occhi nuovi, un articolo alla volta!

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Tags: dolore lutto

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