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80 per cento dei posti di lavoro sarà sostituito dall’intelligenza artificiale

VEB Ott 11, 2024

Un recente studio condotto da OpenAI, in collaborazione con l’Università della Pennsylvania, ha evidenziato l’impatto crescente dell’intelligenza artificiale (IA) sui posti di lavoro ben remunerati, mettendo in allerta professionisti come matematici, contabili e scrittori.

80 per cento dei posti di lavoro sarà sostituito dall'intelligenza artificiale

Secondo quanto riportato dal Daily Mail, l’80% delle occupazioni negli Stati Uniti potrebbe essere influenzato da sistemi IA avanzati come ChatGPT, con professioni legate alla finanza e all’elaborazione dati tra le più esposte.

Lo studio ha rivelato che circa il 15% delle attività lavorative potrebbe essere svolto più velocemente e con lo stesso livello di qualità grazie all’intelligenza artificiale. Ciò significa che alcune mansioni, specialmente quelle svolte da lavoratori con guadagni superiori agli 80.000 dollari all’anno, potrebbero essere automatizzate, riducendo la necessità di intervento umano.

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Tra le professioni più a rischio si trovano matematici, contabili, scrittori, consulenti finanziari e assicuratori. Lo studio ha analizzato oltre 1.000 occupazioni e 19.000 compiti lavorativi, utilizzando i dati del Bureau of Labor Statistics. Di queste, 86 professioni sono state classificate come completamente suscettibili all’automazione da parte dell’IA, con alcune che hanno ottenuto un punteggio di rischio pari al 100%, tra cui segretari legali, gestori di dati clinici, web designer e giornalisti.

Tuttavia, altre professioni, come grafici, strateghi di marketing e responsabili finanziari, sembrano essere meno influenzate, con un rischio inferiore al 15%. Anche i lavori manuali e a bassa retribuzione, come lavapiatti, elettricisti e parrucchieri, risultano meno vulnerabili all’automazione.

Nonostante i timori crescenti sulla perdita di posti di lavoro a causa dell’intelligenza artificiale, il CEO di OpenAI, Sam Altman, ha sostenuto che ChatGPT e altre IA dovrebbero essere viste come strumenti utili, piuttosto che come sostituti diretti dei lavoratori umani. Tuttavia, i dati dello studio suggeriscono che l’adozione dell’intelligenza artificiale potrebbe avere effetti significativi su molti settori entro i prossimi anni.

Un’ulteriore conferma arriva anche da uno studio condotto dall’Università di Princeton, che ha individuato diverse categorie professionali a rischio, tra cui operatori di telemarketing, insegnanti, psicologi scolastici e giudici.

In definitiva, sebbene l’IA offra opportunità per aumentare l’efficienza e la produttività, le professioni tradizionalmente ben retribuite potrebbero subire cambiamenti significativi, sollevando domande importanti sul futuro del lavoro e sull’equilibrio tra automazione e forza lavoro umana.

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Tags: intelligenza artificiale lavoro

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