Alcol confermata la correlazione con il tumore
Alcol aumentano i consumatori a rischio anche tra i giovanissimi

Sarebbe l’evidenza confermata dalla scienza, tra l’alcol e l’insorgere dei tumori ci potrebbe essere una stretta correlazione, in un Paese come il nostro dove i più recenti dati diffusi dall’Istat, ci mostrano l’immagine di un’Italia dedita al consumo di alcolici, il problema è dunque molto sentito se poi a collegarsi è un male tanto pericoloso quanto temuto allora tale problema può essere certamente amplificato ancor di più, fermo restando che già il problema del consumo di alcol è un problema di per se molto importante, soprattutto viste le fasce d’età colpite.

Nel 2016 si stima che i consumatori giornalieri di bevande alcoliche siano il 21,4% della popolazione di 11 anni e più. Continua ad aumentare la quota di coloro che consumano alcol occasionalmente (dal 38,8% del 2006 al 43,3% del 2016) e che bevono alcolici fuori dai pasti (dal 26,1% al 29,2%).

Beve vino il 51,7% della popolazione di 11 anni e più che ha consumato alcolici nel 2016 mentre il 47,8% consuma birra e il 43,2% aperitivi alcolici, amari, superalcolici o liquori.

Nel consumo eccedono più frequentemente rispetto alle raccomandazioni del Ministero della Salute gli ultrasessantacinquenni (36,2% uomini e 8,3% donne), i giovani di 18-24 anni (22,8% e 12,2%) e gli adolescenti di 11-17 anni (22,9% e 17,9%). La popolazione giovane (18-24 anni) è quella più a rischio per il binge drinking, frequente soprattutto durante momenti di socializzazione, come dichiara il 17,0% dei ragazzi (21,8% dei maschi e 11,7% delle femmine).

Nella categoria 11-17 sono considerati consumatori a rischio 778 mila teenager, ovvero un ragazzo su 5, o il 21 per cento, e una ragazza su 6, o il 17 per cento. Ogni anno in Italia si verificano 17 mila decessi ascrivibili all’alcol, circa 12mila tra i maschi e 5mila tra le femmine. Ebbene, la classe di gran lunga più rappresentata è quella  tra i 15 e i 29 anni: numeri che fanno degli incidenti stradali alcol-correlati la prima causa di decesso tra i giovani.

Ma l’alcol non è correlato solo agli incidenti stradali mortali: nei più giovani incide sul corretto sviluppo psico fisico, e per tutti, secondo una recente ricerca, è un importante fattore di rischio per lo sviluppo nientemeno che del cancro.

Alcol aumenta il rischio di ammalarsi di tumore

Alcol aumenta il rischio di ammalarsi di tumore

La scoperta si deve ai ricercatori del laboratorio di biologia molecolare dell’Università di Cambridge. Secondo cui le bevande alcoliche possono provocare danni anche gravi al nostro organismo a causa della presenza dell’etanolo e del suo metabolita acetaldeide.

L’acetaldeide altro non è che un metabolita dell’etanolo, una sostanza che si forma nel fegato dopo l’ossidazione dell’etanolo e che viene convertita in acido acetico dopo l’azione di un enzima (l’aldeide deidrogenasi) che interviene proprio per proteggere l’organismo dalla tossicità dell’acetaldeide. L’acetaldeide è tossico e in grado di determinare un’alterazione nel ciclo riproduttivo cellulare, dando così avvio alla formazione di una massa tumorale.

Nel corso delle indagini, gli autori dello studio hanno osservato i danni dell’acetaldeide sulle cellule staminali del sangue, che danno origine a tutte le cellule adulte: globuli rossi, globuli bianchi, piastrine, cellule dendritiche e linfociti. L’acetaldeide provocherebbe la rottura e il cosiddetto “riarrangiamento” di porzioni di Dna all’interno di queste cellule. Una vera e propria mutazione che poi si ripresenta in tutte le generazioni successive di cellule.

Il tutto senza contare che il consumo eccessivo di alcolici a lungo andare può determinare la cirrosi epatica, condizione che a sua volta aumenta notevolmente il rischio di sviluppare un tumore in questa sede. Ancora più insidiosa, infine, è l’abbinata alcol-fumo, dal momento che il primo rende più facili da assorbire alcune sostanze chimiche sprigionate dalle sigarette a livello della bocca e della gola.

Angela Sorrentino

Laureanda, content writer professionista, in attesa di patentino giornalista pubblicista, si occupa principalmente di contenuti legati alla sanità italiana e alla tecnologia.

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