Fare sport fa bene, ma non ovunque allo stesso modo. Un recente studio internazionale rivela che l’efficacia dell’attività fisica dipende fortemente dalla qualità dell’aria: in ambienti inquinati, i benefici sulla salute si riducono drasticamente.

Inquinamento atmosferico: quando l’aria compromette lo sport
Secondo un’analisi globale condotta su oltre 1,5 milioni di adulti, l’effetto protettivo dell’esercizio fisico si indebolisce in presenza di alti livelli di PM 2.5, particelle sottili pericolose per l’organismo.
Superata la soglia critica di 25 μg/m³ di PM 2.5, i benefici dell’attività fisica si riducono fino al 50%.
I dati, raccolti in paesi come Regno Unito, Cina e Stati Uniti, confermano un trend allarmante: quasi metà della popolazione mondiale vive in aree che superano questo limite. In questi contesti, il rischio di morte si riduce solo del 12-15% per chi è fisicamente attivo, rispetto al 30% registrato in zone meno inquinate.
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L’attività sportiva rimane utile, ma la sua efficacia viene seriamente compromessa dall’esposizione prolungata a polveri sottili, capaci di penetrare nei polmoni e nel flusso sanguigno, causando infiammazioni e danni sistemici.
Come proteggere la salute anche durante l’allenamento
Non rinunciare allo sport, ma farlo in modo più consapevole. I ricercatori dell’University College di Londra suggeriscono alcune strategie pratiche per continuare ad allenarsi anche in aree urbane:
- Controlla la qualità dell’aria prima di uscire (tramite app come IQAir o Plume Labs).
- Evita le ore di punta del traffico e preferisci parchi o zone verdi.
- Riduci l’intensità dell’attività nei giorni con inquinamento elevato.
- Allenati al chiuso, in ambienti con filtraggio dell’aria, quando i valori superano la soglia.
Il movimento resta un pilastro per la salute, ma deve essere accompagnato da una maggiore attenzione all’ambiente in cui lo si pratica. In aree dove l’inquinamento supera i 35 μg/m³, i benefici si riducono ulteriormente, specialmente per il rischio di cancro.

La professoressa Zaninotto sottolinea l’importanza di non interrompere l’attività fisica, ma di adattarla al contesto ambientale per ottenere il massimo effetto protettivo.
Conclusione:
Lo sport salva la vita, ma solo se fatto in un ambiente salubre. L’inquinamento atmosferico è una variabile determinante che può compromettere i benefici dello sforzo fisico. Per questo motivo, scegliere quando e dove allenarsi diventa una decisione di salute pubblica, oltre che personale.
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