Anna Maria Franzoni è una donna libera

Ha negato fino allo stremo, ha sempre negato anche di essere in quella stanza quando il piccolo Samuele Lorenzi, di soli 3 anni, veniva massacrato con un oggetto che non è mai stato neppure identificato o ritrovato, ma gli indizi a suo carico erano talmente schiaccianti che Anna Maria Franzoni fu condannata a 16 anni di carcere per l’uccisione del suo stesso figlio.

Una condanna che già allora fece scalpore, per la brevità della pena assegnata a fronte di un terribile omicidio, e che ora torna alla ribalta perché. Tra buona condotta e tre anni di indulto, la donna è ufficialmente una cittadina libera.

Processualmente, la donna era stata condannata a trent’anni di carcere il 19 luglio 2004 dal Gup del Tribunale di Aosta Eugenio Gramola. La pena era stata ridotta a sedici anni il 27 aprile 2007 dalla Corte d’Assise d’appello di Torino, quindi il 21 maggio 2008 la Cassazione confermò il verdetto di secondo grado, rendendolo definitivo.

Ricordiamo che comunque già da giugno 2014 era in detenzione domiciliare a Ripoli Santa Cristina, sull’Appennino bolognese.

“Da un lato sono contenta, dall’altro vorrei trovare la maniera di far capire alla gente che non sono stata io”, le prime parole della Franzoni da donna libera.

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